Centinaia di ricerche mondiali smentiscono la Fsa e “ancora una volta il biologico finisce sotto attacco in base a prese di posizione che oscillano tra la superficialità e la malafede”.
Così Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, commenta la ricerca della Food Standards Agency (Fsa) in Gran Bretagna.
Per arrivare a questa conclusione, però, l’agenzia inglese dimentica centinaia di studi internazionali prodotti negli ultimi decenni, che dicono esattamente il contrario.
“Intanto, - spiega Ferrante - la ricerca non tiene conto dei danni alla salute, universalmente riconosciuti, apportati dai pesticidi. E soprattutto dimentica che il comportamento di chi abitualmente consuma bio è legato a un tipo di dieta e uno stile di vita che contribuiscono di per sé al benessere complessivo dell’individuo”.
Riguardo i risultati dell’indagine dell’Fsa, già a settembre del 2007, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica aveva presentato la versione italiana del Dossier scientifico del FiBL, accreditato istituto di ricerca sull’agricoltura biologica con sedi in Svizzera, Germania e Austria.
Il dossier “Qualità e sicurezza dei prodotti biologici” prende in esame i risultati di anni e anni di ricerche scientifiche realizzate in tutto il mondo, arrivando alla conclusione che il biologico batte il cibo convenzionale su diversi aspetti, come quello nutrizionale e organolettico.
Ferrante conclude: “Non vorremmo poi ricordare che la Gran Bretagna è lo stesso paese che per anni ha tenuto nascosto ai proprio consumatori lo scandalo della mucca pazza”.
Da GreenPlanet
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Anna Russo








