La fragola

Fragola Fragaria Rosacea La pianta: La fragola ama il clima temperato e una esposizione non molto soleggiata, cresce selvatica in boschi, macchie e luoghi freschi in tutta l’Italia. E’[...]

fragole    Fragola

Fragaria
Rosacea

La pianta: La fragola ama il clima temperato e una esposizione non molto soleggiata, cresce selvatica in boschi, macchie e luoghi freschi in tutta l’Italia. E’ composta da tre foglioline ovali, inciso-dentate, alterne e riunite a rosetta al livello del terreno, di colore verde scuro sulla pagina superiore e grigio argento su quella inferiore.

Il fusto, trasformato in rizoma, genera fusti striscianti (stoloni) che, in corrispondenza dei nodi, emettono radici nella parte inferiore ed una rosetta di foglie in quella superiore. I getti fiorali nascono all’ascella delle foglie e portano fiori bianchi riuniti in corimbi, con calicetto a 5 lacinie, calice a 5 sepali, corolla a 5 petali e stami e pistilli numerosi.

Al tempo dei romani la fragola era conosciuta per la sua delicata fragranza con il nome di fragraria ed era presente sulla tavola dei patrizi. Più tardi, viene data per certa la sua comparsa negli orti di Francia come pianta ornamentale legata al nome di un celebre giardiniere del Re Sole. Una coltivazione più intensiva inizia nella seconda metà del XVIII secolo, con l’introduzione della specie americana (Fragaria Virginiana e Fragaria Chiloensis) e con la creazione di numerosi ibridi.

Il frutto: Le fragole che si mangiano sono costituite da un “falso frutto”, in quanto si forma sulla base del fiore e non dall’ovario. I veri frutti sono piccoli acheni, detti impropriamente semi, sparsi sulla superficie del ricettacolo fiorale trasformato in un corpo carnoso, rosso, ricco di sostanze zuccherine.

Per il botanico, la fragola non è un frutto ma un’erba; in Europa se ne conoscono diverse specie spontanee che crescono anche in Italia: la più nota fra queste è Fragaria vesca, la comune fragola dei boschi, dalla quale, in seguito alla coltura o per ibridazione, si sono ottenute numerose sottospecie, distinte in unifere o rimontanti in base alla capacità di produrre uno o più raccolti nel corso dell’annata.

Altre specie europee sono Fragaria moschata o elatior, con frutti più grandi della precedente, e per questo un tempo assai coltivata, e Fragaria viridis o collina, con fusti fioriferi bassi, foglie lucenti come seta al di sotto e frutti piccoli, con pochi acheni. In Italia viene prodotta in Veneto, Campania, Emilia Romagna, Basilicata, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lazio, Calabria, Sicilia, Toscana, Marche, Umbria.

Caratteristiche nutrizionali: Le fragole sono ricche di vitamina A, B1, B2 e C, zuccheri, fosforo, calcio, ferro, pectine, e acidi organici.

E’ un alimento noto per le sue proprietà nutrienti, rinfrescanti, astringenti, diuretiche e per la benefica azione depurativa sul sangue, ma può provocare fenomeni allergici in persone già predisposte. Per questo motivo è vietata a pazienti già affetti da orticaria ed eczema mentre è sconsigliata ai diabetici, dispeptici ed obesi.

Le foglie contengono tannini e flavonidi, il rizoma contiene fragarina, sostanze resinose e alcoli triterpenici. In medicina trovano prevalentemente impiego le foglie fresche in primavera, foglie e rizomi essiccati.

Gastronomia: Generalmente la fragola viene consumata allo stato fresco ed al naturale, nella macedonia, con la panna, con limone e zucchero, ma il suo profumo ed il delicato sapore la rendono protagonista di stuzzicanti idee gastronomiche, soprattutto dolci, gelatine, budini, marmellate, sciroppi e gelati.

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