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“Più promozione dell’olio extravergine italiano di qualità”

La richiesta dal Sana di Bologna, dove si è svolto il convegno dell’Accademia delle 5T e di Unaprol. La ricerca sull’olio è strategica per lo sviluppo dell’agroalimentare Pieno sostegno alla[...]

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La richiesta dal Sana di Bologna, dove si è svolto il convegno dell’Accademia delle 5T e di Unaprol. La ricerca sull’olio è strategica per lo sviluppo dell’agroalimentare

Pieno sostegno alla promozione dell’olio extravergine di qualità, 100% italiano. E’ la posizione espressa dall’Accademia delle 5T, movimento no-profit che aggrega oltre 350 produttori di eccellenze agroalimentari, durante il convegno organizzato al Sana di Bologna (11 settembre) insieme a Unaprol, il Consorzio Olivicolo Italiano.

Unaprol ha presentato il nuovo consorzio 1.0.0.% italian olive oil, sottolineando la necessità di accompagnare la ripresa del mercato con adeguate strategie promozionali. Qualità, tipicità, territorialità e tradizionalità delle produzioni sono aspetti che trovano un terreno comune proprio nell’Accademia delle 5T, la quale ha invitato al convegno del Sana diversi esponenti del mondo universitario per presentare lo stato dell’arte sulla ricerca scientifica nel campo degli olii extravergini d’oliva. Oltre a Ranieri Filo della Torre, direttore di Unaprol, sono intervenuti Flavio Zaramella, presidente della Corporazione dei Mastri Oleari; Raffaele Sacchi, docente dell’Universita’ di Napoli Federico II, facolta’ di Agraria; Giovanni Lercker, docente dell’Universita’ degli Studi di Bologna; Emanuele Boselli, Natale G. Frega e Andrea Giomo, docenti dell’Universita’ Politecnica delle Marche.

“Vogliamo sottolineare – ha evidenziato Guido Stecchi, presidente dell’Accademia delle 5T e moderatore del convegno – che oggi la più aggiornata ricerca scientifica ci fa fare un salto nel passato, dimostrandoci che le vecchie conoscenze e pratiche di produzione, quelle che in buona sostanza ci hanno tramandato i nostri nonni, sono tuttora i criteri nutrizionali più appropriati per alimentarsi in modo sano. Il fermento intorno all’extravergine ha dato origine a una ricerca in campo nutrizionale molto più vasta che coinvolge altri prodotti permettendo una conoscenza più approfondita in tutto il comparto agroalimentare. La novità degli ultimi mesi è l’approvazione del regolamento comunitario che impone l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine del prodotto. E’ una condizione necessaria per garantire il consumatore – ha concluso Stecchi - ma ci aspettiamo adeguati controlli per vigilare e promuovere la qualità dei tanti extravergine d’Italia”.

Secondo Giovanni Lercker, docente dell’Università degli Studi di Bologna, “oggi la conservazione degli alimenti è uno dei problemi della gestione delle famiglie, su cui sono basate le attuali produzioni industriali. Quando si considerano gli oli e i grassi, ma anche gli alimenti contenenti lipidi, il problema maggiore della conservazione è causato dall’ossidazione. Gli oli invece provenienti dalla lavorazione delle olive, e in particolare quelli extravergini, sono rinomati per la loro conservazione che può protrarsi per anni. L’alta qualità può essere ottenuta solo da olive perfette sotto il profilo sanitario, conservate in maniera ottimale, lavorate nelle condizioni migliori, conservando l’olio con i migliori accorgimenti”.

Secondo Emanuele Boselli e Natale Frega, docenti dell’Universita’ Politecnica delle Marche, “dal punto di vista tecnologico l’olio extravergine di oliva resiste al riscaldamento, ad esempio in padella, molto più della maggior parte degli oli di semi, grazie alla presenza degli antiossidanti. La presenza degli antiossidanti fenolici, oltre a influenzare positivamente la vita di scaffale dell’olio, può esercitare nei soggetti che lo consumano abitualmente in modo moderato un’azione protettiva nei confronti di quell’insieme di sintomi patologici che vengono definiti con il termine di sindrome metabolica”.

- Accademia delle 5T - ufficio stampa
Info: ufficiostampa@a5t.it

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