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Il bugiardino della bulimia

«Una sera avevo cenato da poco, seguendo come sempre alla lettera le prescrizioni della mia dieta. A un certo punto qualcosa è scattato nel mio cervello, scatenando un vero dramma. Come un automa che[...]

Federica Pellegrini«Una sera avevo cenato da poco, seguendo come sempre alla lettera le prescrizioni della mia dieta. A un certo punto qualcosa è scattato nel mio cervello, scatenando un vero dramma.

Come un automa che obbedisce a un segnale, mi sono fiondata in cucina, ho aperto il freezer e ho tirato fuori una vaschetta di gelato. Ne ho trangugiato un chilo, voracemente, quasi in trance. Questa è stata la mia prima volta da bulimica. […]

Dopo l’ultimo cucchiaio è scattato istantaneamente il senso di colpa: “Non ti fai schifo?” ho pensato. Avevo il campo libero, ero sola in casa, sono corsa in bagno. China davanti al water, con lo spazzolino da denti ho stimolato il vomito. Mi sono liberata del gelato e con esso anche di tutto quello che mi opprimeva. Ho passato due anni così. Dai sedici ai diciotto. Anni bui» (Dichiarazione di Federica Pellegrini al settimanale Tu).

Una descrizione dettagliata dei comportamenti che caratterizzano i disturbi alimentari o, ad esempio, dei metodi che vengono utilizzati come condotte eliminatorie da persone che soffrono di bulimia, o anche degli escamotage adoperati per non farsi vedere da parenti e amici, rappresentano una sorta di “manuale di istruzioni”. Sono consigli e suggerimenti che potrebbero indurre chi soffre ad emulare tali comportamenti.

Le parole possono provocare dinamiche incontrollabili anche senza volerlo. Queste, infatti, spesso risultano perversamente seduttive e fruibili dall’utente che, a causa dell’età (per es. adolescenza) o di particolari condizioni esistenziali, sia privo di una critica specifica ed evoluta.

In Italia circa 3 milioni di persone, pari al 5% della popolazione, soffre di disturbi del comportamento alimentare (DCA): il 95% sono donne, anche se sempre più numerosi sono gli uomini che manifestano questi sintomi e si rivolgono a strutture specializzate.

L’età di insorgenza di queste patologie si colloca prevalentemente tra i 12 e i 25 anni: l’8-10% delle ragazze e l’0,5-1% dei ragazzi soffre di anoressia-bulimia e, in questa fascia di età, i DCA rappresentano la prima causa di morte. Negli ultimi tempi emerge un preoccupante allargamento delle età interessate che riguarda in particolare i bambini prepuberi e le donne in età da menopausa.

L’ABA Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e l’obesità accoglie da quasi vent’anni migliaia di donne che soffrono di anoressia e bulimia insieme alle loro famiglie e proporne un approccio psicoterapico, che produce guarigioni e scelte di vita creative, scollando i soggetti da un progetto di vita suicida.

COMUNICATO STAMPA 19 NOVEMBRE 2009

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