
Castelfidardo, 25 febbraio 2010 - “La discussione sulla riforma della Politica Agricola comunitaria è già in corso in molti paesi europei, mentre in Italia ancora non abbiamo cominciato a lavorare per trovare una posizione comune da presentare in Europa: così rischiamo di fare come quelli che arrivano tardi al banchetto e riescono al massimo a racimolare briciole di finanziamenti quando gran parte del pranzo è stato già consumato”.
Lo ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini intervenendo all’Assemblea regionale di Fedagri Marche svoltasi oggi a Castelfidardo (Ancona).
“L’agricoltura italiana – ha dichiarato Gardini – ha problemi così seri e reali che occorre davvero che ciascuno di noi faccia la sua parte con grande senso di responsabilità. Non c’è più tempo da perdere, bisogna che tutte le sigle si mettano intorno a un tavolo per affrontare quale assetto dovrà avere la Pac 2013, quali obiettivi perseguire e con quali risorse. Altrimenti avremo una PAC nuova che però guarda al passato, agli agricoltori che c’erano e non a quelli che ci saranno e che non sarà mai in grado di rispondere alle richieste e alle esigenze di un settore agricolo che intanto è profondamente cambiato”.
“Io oggi lancio un appello – ha concluso il presidente di Fedagri – quello di riuscire a trovare una unità nelle richieste da fare all’Europa: ci sono battaglie che devono essere necessariamente comuni e sulle quali è il caso che ciascuno accantoni la propria bandiera”.
Nella foto: da sx Massimo Stronati, presidente Confcooperative Marche, Maurizio Gardini, Presidente Fedagri-Confcooperative, Patrizia Marcellini, neopresidente Fedagri Marche, Rodolfo De Scrilli, presidente Fedagri Marche dal 2004 al 2010.
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Anna Russo








