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Pieno successo a Garda del ‘I° Festival del Pesce d’acqua dolce’

Interessanti interventi e ottime prospettive per il pesce d’acqua dolce italiano. Ma attenzione ai prodotti a basso costo provenienti dall’Asia. Grande successo dell’evento con oltre 3.000 assaggi per il pubblico

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Nell’ambito del ‘I° Festival del Pesce d’acqua dolce’ si è svolto oggi a Garda il un convegno “Il pesce d’acqua dolce: la tradizione da rilanciare nella ristorazione” alla presenza di un pubblico numeroso e interessato e di vari operatori del comparto ittico.

Il tema del convegno ha collegato la tradizione delle “ricette a base di pesce lacustre” alla qualità dell’acquacoltura odierna e della certificazione secondo le normative UE. Un confronto culturale sui prodotti lacustri non proposti adeguatamente dai ristoratori, su un’immagine da valorizzare e su una maggior diffusione di tale pesce sia nella ristorazione gardesana che nazionale.

Si parla tanto di eccellenze e prodotti del territorio, si critica la massiccia presenza di prodotti stranieri che vengono immessi sul mercato con un marchio “Made in Italy” solo perché vengono “lavorati” o confezionati in Italia. In ogni territorio della penisola si cerca di promuovere e far scoprire i prodotti tipici locali, poi si finisce per mangiare male: i precotti, i piatti pronti, le merendine, ecc. e ci si alimenta in modo poco sano.

Lo stesso accade anche per il pesce; quello dei nostri laghi è un pesce pregiato (sicuro e nutriente) ma anche dei ristoratori acquistano pesce d’importazione, spesso già pronto, allevato in acque dolci ma spesso inquinate e senza garanzie in merito ai mangimi coi quali viene nutrito.

In Italia il numero degli addetti della acquacoltura è di 15.000 unità compreso l’indotto; le aree di produzione: 60% al Nord, 18% al Centro, 22% nel Sud e Isole, la produzione (anno 2009) assommava a 74.170 tonnellate per un valore di 350 milioni di euro di prodotto lordo vendibile. La produzione di trote d’allevamento è stata di 41 mila tonnellate che valgono circa 140 mila euro, della spigola 9.800 tonnellate per 70.000 mila eu, dell’orata 9.600 tons per 62.500 mila eu, dell’anguilla 1.400 tons per 12.500 mila eu, dello storione 1.350 tons per 10.200 mila euro’.

Ma torniamo al convegno. Dopo i saluti del sindaco del Comune di Garda, Antonio Pasotti, il quale ha ricordato che Garda è l’unico comune lacustre ad avere un attivo gruppo di pescatori, la Cooperativa, ha parlato uno dei più anziani pescatori, Carlo Pasotti, ricordando la bellezza e unicità di questo mestiere, faticoso sì ma a contatto con la natura in un luogo meraviglioso qual è il ‘Benaco’. Interesse e stimoli a far crescere questa manifestazione – unica nel panorama nazionale - sono giunti da Fabio Venturi, Vice Presidente della Provincia di Verona e Assessore pesca e ambiente.

Carlo G. Valli – scrittore e giornalista enogastronomo – ha ricordato che questa attività deve essere tutelata e costituire un veicolo d’immagine per il territorio e per la cultura che rappresenta. Alvise Vittori, uno dei maggiori esperti italiani di pesce lacustre, ha sottolineato i molteplici aspetti positivi della pesca, dalla tutela del paesaggio al fatto che un tempo era solo necessità mentre può essere hobby, sport. Albino Pezzini, Presidente di A.I.P.O. Verona che ha coordinato la Dop sul pesce lacustre, ha affermato che l’area veronese deve fare sistema dei suoi prodotti migliori e tra essi il pesce di lago che costituisce un abbinamento perfetto con l’olio di qualità del veronese.

Bruno Nestori, Presidente Regionale Confcooperative, ha sottolineato che quella di Garda è l’unica realtà rimasta sul Garda e non sono molte quelle degli altri laghi italiani.

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Antonio Trincanato, Direttore dell’Associazione Piscicoltori Italiani, ha illustrato il ruolo dell’acquacoltura che contribuisce a ridurre lo sforzo della pesca rendendo disponibili proteine nobili del pesce. Basti pensare che oggi nel mondo un pesce consumato su due è di acquacoltura. Infine ha rilevato come i prodotti di acquacoltura risultino particolarmente indicati per il catering sociale (ospedali, mense scolastiche ecc) in quanto facilmente processabili e disponibili sul territorio nazionale.

A questo proposito una recente indagine al consumo, realizzata per API, ha evidenziato come le responsabili acquirenti di ragazzi di età scolare considerino il prodotto di acquacoltura italiana meno esposto all’inquinamento delle acque, più garantito e controllato. Livio Parisi, ristoratore, ha precisato che ‘il pesce di lago spesso è un illustre sconosciuto anche perché si trova in pochissime pescherie del Garda. Abbiamo pesce pregiato in casa ma si acquista quello di importazione, magari già pronto: il cuore di filetti di merluzzo diliscati e già impanati, le polpettine di pesce (al piombo) pescato nell’oceano indiano, i filetti di pangasio che si tratta d’ un pesce proveniente da aree molto inquinate quali il fiume Mekong’.

Giulio Biasion, Presidente Club dei Sapori e ideatore dell’evento, ha sottolineato che ‘questo progetto guarda per il futuro anche all’estero con i collegamenti con altri laghi e con la relativa promozione turistica che dovrà essere fatta. Ma guarda anche ai molteplici aspetti legati al pesce ed al miglior utilizzo che esso dovrà avere per migliorare le proposte enogastronomiche del Garda’. Secondo Ivano Confortini, responsabile del Servizio Caccia e Pesca della Provincia di Verona, sul lago gravitano molti interessi e se l’acquacoltura produce milioni di tonnellate di pesce, il pesce di lago è elitario; Giorgio Vedovelli, storico delle tradizioni lacustri, ha ricordato le tipologie di pesca e di reti che usavano un tempo e l’aggiornamento che si è avuto.

Costantino Cipolla, Sociologo dell’Università di Bologna e amante di questo pesce, ha sottolineato che ‘ci sono in merito, anche da parte di alcuni chef, dei pregiudizi da sfatare e sul Garda serve assolutamente un coordinamento di una Autorità di bacino che ne regoli le normative unitarie su tutte le regioni del lago’.

LE DEGUSTAZIONI
Le degustazioni aperte al pubblico e organizzate dal Club dei Sapori hanno incontrato un grandissimo successo grazie alla creatività dei tre grandi chef invitati, assoluti protagonisti del weekend enogastronomico: Ivo Miorelli, de “La Terrazza” di Torbole; Stefano Aldreghetti, del ristorante “Da Poggi” di Venezia e lo ‘stellato’ Isidoro Consolini, del ristorante “Del Porto” di Torri del Benaco.

Nel solo weekend, nonostante una giornata di maltempo, sono state ‘bruciate’ non meno di 2.500 porzioni di pesci di lago forniti dalla Cooperativa fra Pescatori di Garda, abbinate al Bianco di Custoza Doc e all’olio extravergine d’oliva Dop Garda alle quali hanno fatto seguito nelle restanti giornate del Festival altre varietà di prodotti d’acqualcoltura proposti da API e da Astro Trote e prepartati dalla locale Associazione Ristoratori.

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