
In Italia si beve sempre meno vino: per la prima volta nel 2010 i consumi sono sotto la soglia dei 40 litri procapite, quindi ”esportare fuori dai confini nazionali il vino made in Italy sembrerebbe piu’ che un’opportunita’, un obbligo”. Lo ha detto oggi durante l’Assemblea delle cooperative vitivinicole, Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri.
E in effetti i numeri vanno proprio in questa direzione: dal 1999 al 2008 il valore dell’export di vino italiano e’ passato da 2,4 a 3,6 miliardi di euro, con un incremento record del 50% (Fonte: Oiv).
Se nel Bel Paese si beve sempre meno vino, infatti, la Russia, la Cina e gli Usa hanno visto aumentare sensibilmente negli ultimi anni i loro consumi di vino. Mentre in Italia infatti il consumo di vino e’ sceso sotto la soglia dei 20 milioni di ettolitri (dati Ismea 2010), in altre aree si registrano crescite a due cifre: Regno Unito (+94% rispetto a vent’anni fa), Stati Uniti (+47%), Russia (+63%), Cina (+160%).
”La crisi economica - ha spiegato Orsi - ha ridimensionato questo trend impetuoso, riportando nel 2009 il valore dell’export sotto i 3,5 miliardi (con un calo del -2,2% rispetto al 2008), ma i dati sulle esportazioni nei primi sette mesi del 2010 mostrano una ripresa delle vendite oltre frontiera, con una crescita del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dati Nomisma)”.
A sorpresa, sono le regioni del Sud Italia ad aver fatto registrare il maggiore incremento della quota export (+9,8% contro una media nazionale pari all’8,1%). Le variazioni piu’ significative sono state quella della Puglia (+22,1%), Campania (+25,1) e Basilicata (+24,4%). La crescita a due cifre di tali regioni e’ strettamente correlata agli investimenti in promozione: lo dimostra il caso della Puglia, che ha investito un milione di euro in promozione, registrando un notevole incremento delle esportazioni verso i paesi extra-Ue (+ 44%).
Ufficio Stampa Fedagri-Confcooperative
fiordellisi.a@confcooperative.it

Anna Russo








