Questo sito contribuisce alla audience di

La falsa porta

Nei dipinti murali all'interno delle costruzioni funerarie egizie ,spesso vi erano dei punti in cui una porta , anch'essa dipinta ,indicava un passaggio verso l'altrove .

Menfi: museo . Falsaporta . Foto di Daniel Mayer
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Memphis_-_Museum_-_False_Door_in_limestone.JPG

Nei dipinti murali all’interno delle costruzioni funerarie egizie ,spesso vi erano dei punti in cui una
porta ,anch’essa dipinta ,indicava un passaggio verso l’altrove .
Era l’interfaccia psicologica del trapasso .Nonché il luogo immaginato come tramite tra il noto e
l’ignoto .

La porta era un collegamento tra luoghi quotidiani ,un luogo che era permesso di attraversare ,che non recava mistero alcuno ,se apparteneva a un luogo noto o c’era un ospite ad introdurre il nuovo arrivato . Attraversare invece con la fine della vita ,o nell’immaginare tale momento , quello spazio delimitato da una cornice ,significava trasportare il sé verso l’ignoto , nonostante la quiete di uno spazio che apparentemente non fremeva .

Però la rappresentazione che dell’Aldilà davano gli egiziani antichi era di un luogo in cui vi erano degli esseri che comandavano su altri ,che in qualunque modo vi fossero giunti prima dei tempi umani , sorvegliavano e spiavano quello spazio dove un nuovo “soffio” sarebbe arrivato .

Per potere giungere nell’ Aldilà , il ka del defunto doveva potere uscire dalla tomba ,che spesso era una piramide, cioè una costruzione che all’esterno aveva la forma di un cono sfaccettato.

Il ka era un’entità rappresentata da un ideogramma di due avanbraccia levate al cielo con le palme rivolte in avanti . Esso viveva negli esseri umani e dopo la fine della vita era ciò che rappresentava la persona nella dimensione ultraterrena. Era il mistero tutte le cose viventi,delle divinità e degli uomini divinizzati,come il faraone.

Referenze bibliografiche: Enciclopedia Rizzoli Larousse,1969
Guida ai geroglifici,Avallardi, 2003

Ultimi interventi

Vedi tutti