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Diabesità: la nuova emergenza sanitaria

Le alterazioni metaboliche e comportamentali alla base dell’aumento di peso sono anche la causa del diabete di tipo 2. Obesità e diabete rappresentano ormai una epidemia che colpisce, in Italia, un numero in continua ed allarmante ascesa di bambini, giovani ed adulti.

Sono più di quattro milioni gli italiani colpiti da diabete di tipo 2, causato nell’80-90% dei casi dall’obesità. Si tratta di una nuova emergenza sanitaria, definita “diabesità”.

Come conseguenza dell’aumento dell’obesità, della sedentarietà, di una dieta, erronea, ci si aspetta, nei prossimi decenni, un aumento esponenziale dei casi di diabete di tipo 2.

Questo compare in modo subdolo, quasi senza sintomi evidenti, e, quando viene diagnosticato, spesso le sue complicazioni (malattie cardiovascolari, danni alla retina, nefropatia) sono già presenti e influenzano sia la qualità che la durata della vita.

Una epidemia che si può combattere efficacemente, dapprima con una adeguata campagna di informazione e prevenzione e, successivamente, con adeguati trattamenti terapeutici: dieta ed attività fisica, psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale, farmaci, e nei casi più gravi, con la chirurgia bariatrica.

Particolarmente rilevante risulta l’aumento di bambini obesi affetti da diabete di tipo 2, fino ad alcuni anni fa del tutto sconosciuto in questa fascia di età: di solito si manifesta, infatti, nell’adulto in età matura….

Si stima che il 23% dei bambini, in Italia, sia in sovrappeso e il 12% obeso. Questa realtà rischia di tradursi, nel giro di pochi anni in una impennata di malattie cardiovascolari, conseguenti all’obesità e al diabete, nei giovani tra i 20 e i 30 anni.

Il fenomeno si spiega con il fatto che i ragazzi di oggi, spesso seguendo l’esempio dei genitori, mangiano troppo ed in maniera scorretta e conducono una vita sempre più sedentaria. Questa condizione determina un alterato accumulo di grassi corporei in una fase delicata dello sviluppo.

E’ possibile ridurre l’incidenza del sovrappeso in età giovanile con efficaci interventi di tipo comportamentale, quali la dieta e l’attività fisica, con un’avvertenza: intervenire molto gradualmente e non far mancare alcun nutriente indispensabile per la salute.

Una campagna di informazione sulla corretta alimentazione e sui corretti stili di vita, diffusa nelle scuole, rappresenterebbe un valido intervento di prevenzione primaria.

Occorre spiegare ai bambini che non è salutare passare ore davanti alla tv, magari ingozzandosi anche di panini e merendine: è indispensabile prestare attenzione all’alimentazione, sin da ragazzi, e praticare dello sport.

Investire in informazione ridurrebbe l’incidenza, le complicazioni e il costo sociale della diabesità.