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Ultimi interventi

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  • Gruppo di lavoro Italia-Cina controi cambiamenti climatici

    Pechino, 12 novembre – Cosa può ragionevolmente aspettarsi la Cina, secondo le previsioni scientifiche sui cambiamenti climatici? Questo il tema centrale discusso a fine ottobre alla Conferenza “Climate change modelling and predictions: the vulnerability of China”, organizzata congiuntamente dal Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e dall'Universita' Tsinghua di Pechino.

  • Entro il 2100 la produzione agricola crollerà del 40%

    Milano, 5 novembre – Se non verranno prese adeguate misure per limitare l'aumento dell'ozono, intorno al 2100 la produttività delle coltivazioni crollerà in media nel mondo del 40%.

  • Clima pazzo - Allarme della Swiss Re

    Montecarlo, 17 settembre – Le società di riassicurazione dovranno fare i conti quest'anno con accresciuti costi dovuti alle catastrofi naturali, che possono essere calcolati, secondo Swiss Re, in 35 miliardi di dollari.

  • Clima pazzo-Piove sempre meno sull’Italia, agricoltura a rischio

    Roma, 17 settembre – Per l'Italia di questo secolo sarà sempre di più emergenza acqua e l'agricoltura sarà il primo settore economico a farne le spese.

  • Alaska, il villaggio che si scioglie per l'effetto serra

    Il terreno ghiacciato su cui poggia il villaggio si sta lentamente sciogliendo a causa dei cambiamenti climatici che hanno portato anche nelle zone artiche a un innalzamento delle temperature.E i suoi abitanti si preparano a traslocare altrove. Accade a Newtok, in Alaska, dove le mutazioni del permafrost (il suolo perennemente gelato su cui poggiano numerosi insediamenti umani) stanno facendo sprofondare le case nel fango: entro un decennio il villaggio potrebbe scomparire del tutto. Il piano di trasferimento dovrebbe costare 130 milioni di dollari ma la Casa Bianca non ha ancora stanziato la cifra necessaria.

  • Il Polo Sud si scioglie

    In una zona interna e ad alta quota in cui lo scioglimento era considerato improbabile dagli scienziati

  • Le corporation battezzano i manager dell’ambiente

    Il mondo degli affari, si sa, cambia in fretta. Dopo l’epopea dei Ceo (chief executive officer, gli amministratori delegati) e dei Roe (return on equity, il ritorno sul capitale) — così popolari a inizio secolo — oggi si parla già di chief energy officer e di return on environment. Ovvero dell’avvento di una nuova figura manageriale, capace di modulare e ridurre il fabbisogno energetico dell’impresa, e di un nuovo metro di misura dell’andamento aziendale: il ritorno sull’ambiente. La minaccia del cambiamento climatico — così intimamente legata all’uso dei combustibili fossili — ha impresso l’ennesima spinta al cambiamento. Il mondo degli affari, giurano gli addetti ai lavori, non sarà più lo stesso.

  • Cattura e stoccaggio CO2

    BP, Shell, ConocoPhilips, E.ON uk, Scottish & Southern Energy hanno unito le loro forze per lanciare una nuova associazione industriale attiva nello sviluppo e promozione della cattura di CO2 e tecnologie di stoccaggio della stessa.

  • Accordo segreto "Anti-Kyoto"

    Il quotidiano Australiano The Australian ha rivelato un accordo segreto sottoscritto da USA, Australia, Cina, India e Corea che ha il fine di limitare le emissioni nocive senza danneggiaere l'economia.

  • La geopolitica di Kyoto

    Il protocollo di Kyoto prevede una riduzione media del 5,2% delle emissioni per i principali paesi industrializzati. La Ue dovra' ridurre le sue emissioni mediamente dell'8%, l'Italia del 6,5% (pari a 487,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente). Gli Usa, in caso di adesione, dovrebbero ridurre del 7% le loro emissioni di gas nell'atmosfera.