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Lo sviluppo dell'eolico in Italia

In questo estratto di un articolo di Beha emerge la posizione di vari gruppi ambientali italiani e le possibilità di profitto legate al settore...si ricordi ad ogni modo il valore dell'energia eolica, pulita e rinnovabile

Sullo sviluppo dell’eolico nel nostro Paese gli ambientalisti sembrano divisi. Legambiente, ad esempio, sostiene fortemente la scelta del vento come energia rinnovabile sottolineando i bassi costi di produzione e la potenzialità del nostro territorio. Mentre il Comitato Nazionale del Paesaggio, guidato dall’ex ministro all’Ambiente Carlo Ripa di Meana, denuncia la sproporzione tra il danno visivo che le centrali eoliche recano alla vocazione turistico-ambientale dei nostri territori ed i reali vantaggi energetici. Le 1.300 torri eoliche oggi installate sui crinali delle colline e delle montagne italiane producono circa 800 Megawatt l’anno, pari allo 0,05 per cento del fabbisogno nazionale di energia elettrica. Per arrivare a risparmiare anche solo l’1 per cento del petrolio o degli altri combustibili fossili che si usano oggi per la produzione di energia, sul territorio italiano dovrebbero spuntare qualcosa come cinque o sei mila mulini a vento: pali alti come un palazzo di 25 piani, che richiedono basamenti di cemento profondi, strade di servizio, elettrodotti.

Per il Comitato Nazionale del Paesaggio lo sviluppo dell’energia eolica in Italia più che rispondere ad esigenze ambientali sembra dunque essere sostenuto da più semplici interessi economici. Realizzare una centrale eolica può rivelarsi oggi, in Italia, una impresa conveniente e dai bassi rischi industriali. Le società che operano nel mercato possono contare sui finanziamenti europei destinati allo sviluppo dell’energia pulita o sugli incentivi all’industria previsti, ad esempio, dalla Legge 488 del ’92. Ridotti così i costi di realizzazione degli impianti, le imprese hanno poi una doppia possibilità di guadagno: attraverso la vendita della corrente elettrica prodotta e attraverso l’accesso ad un meccanismo di incentivi economici previsti dalla legge italiana, nel rispetto delle direttive europee.

Forti dei vantaggi industriali, le imprese del settore possono così offrire ai Comuni che approvano la realizzazione di centrali eoliche una conveniente partecipazione percentuale ai guadagni che derivano dalla vendita dell’energia prodotta. Cifre di decine di migliaia di euro che per i piccoli Comuni, pressati da esigenze di bilancio, rappresentano spesso un’offerta difficile da rifiutare.

Fonte: http://www.behablog.it/dettnews.php?idn=158