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Ma è vera sostenibilità?

Dopo l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto si diffondono esempi di azzeramento di emissioni di CO2 promossi da alcune aziende, senza però un effettivo abbattimento delle emissioni clima alteranti.

La notizia dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto è stata festeggiata da più parti ed è anche divenuta fonte di pubblicità per alcune compagnie di trasporto pubblico che, dotate di mezzi elettrici, hanno affermato come le loro politiche commerciali siano in linea con le direttive del Protocollo. In realtà non c’è niente di più falso…il protocollo di Kyoto prevede degli abbattimenti delle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica, e non di inquinamento dell’aria dovuto ai particolati delle emissioni dai gas di scarico. Infatti se è vero che i veicoli elettrici abbattono le emissioni di particolati nocivi alla salute umana, necessitano ad ogni modo di energia elettrica per potersi muovere; da dove proviene questa energia? Se è comunque frutto di combustione di fonti fossili, l’emissioni clima-alteranti non sono assolutamente evitate, se non in piccolissima misura per i migliori rendimenti di produzione di una centrale rispetto ad un motore a combustione interna.

E’ bene quindi valutare il sistema, in particolare quello dei trasporti, sotto un’ottica legata al ciclo di vita dei beni o servizi offerti, prima di poter affermare la sostenibilità di un’azione in termini di emissioni clima-alteranti.