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Componenti base di un impianto fotovoltaico

Almeno esteticamente, un impianto di tipo fotovoltaico si presenta in maniera molto simile rispetto a quello a pannelli solari termici poiché i moduli fotovoltaici vengono adagiati comodamente sul tetto e, visivamente, solo questo apparirà all'esterno della propria abitazione.

L’energia elettrica prodotta è normalmente a bassa tensione e a corrente continua, quindi per essere utilizzata nella nostra abitazione va trasformata in corrente alternata a 220 Volt: questo viene realizzato attraverso l’uso di un ‘inverter’.
In estrema sintesi quindi un impianto a moduli fotovoltaici si compone di una serie di pannelli adagiati sul tetto, di un inverter e di un contatore fornito dall’ENEL che serve per immettere l’energia prodotta direttamente nella rete elettrica della nostra città. Questo contatore funziona però al contrario di quello normalmente installato nelle abitazioni: conta l’energia prodotta dai nostri moduli fotovoltaici e praticamente comunica all’Enel quanta energia abbiamo prodotto.
L’energia prodotta viene scalata da quella che consumiamo durante la notte o durante le giornate particolarmente nuvolose, quindi pagheremo all’Enel la sola differenza, o addirittura se produciamo più energia di quella che consumiamo potremmo teoricamente chiedere i soldi all’Enel, anche se questa possibilità è ancora in fase di definizione da parte dell’Enel e dello Stato Italiano ( occorre aggiornarsi comunque su questa possibilità )
Avremo quindi due contatori: uno che calcola i consumi, e uno che calcola l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici, questa possibilità offerta dall’Enel ci permette di non dover investire in costose batterie, che altrimenti sarebbero necessarie per immagazzinare l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici.