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TERMOVALORIZZAZIONE E INCENERIMENTO

Il problema dello smaltimento dei rifiuti in Italia si è notevolmente aggravato nell'ultimo decennio a causa dell'aumento della quantità di rifiuti prodotti da parte di ogni singolo cittadino.

Nonostante i rifiuti siano fonti disponibili e rinnovabili da cui recuperare energia e materiali, la maggior parte di essi (oltre il 70%) continua ad essere conferita in discarica, rinunciando così alla possibilità di sfruttare le potenzialità energetiche e di materiali dei rifiuti, mentre risulta ancora scarsa la frazione destinata all’incenerimento (8%), al riciclaggio o altre tecniche di trattamento (13.5 % circa).
Il quadro italiano così descritto è in netta contrapposizione con la situazione esistente nella maggioranza degli altri paesi europei, dove i rifiuti sono considerati già da tempo una risorsa energetica importante, come possibile alternativa ai combustibili fossili, e dove la termovalorizzazione è una tecnica ormai diffusa con cui trattare gran parte (dal 35 al 75 %) dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili prodotti.

L’incenerimento permette una notevole riduzione dei materiali da conferire in discarica: i residui solidi sono il 32.9 % in peso rispetto alla quantità di rifiuto entrante e circa il 10 % in volume. L’incenerimento risulta perciò una soluzione molto efficace per lo smaltimento dei rifiuti solidi e, attraverso l’utilizzo di opportune tecniche di abbattimento degli inquinanti negli effluenti prima della loro immissione nell’ambiente esterno, è possibile contenere l’impatto ambientale ben al di sotto dei limiti imposti dalla attuale normativa vigente.

 

La preselezione del rifiuto a monte dell’incenerimento deve essere valutata da un punto di vista di bilancio economico complessivo, infatti più cresce l’efficienza di separazione, più il rifiuto si avvicina alle caratteristiche di un vero combustibile.
Il sistema futuro di gestione dei rifiuti prevede, nell’ambito della fase di raccolta, sia sistemi di raccolta differenziata che sistemi di selezione automatica del rifiuto indifferenziato. Le tecniche di riciclaggio vengono applicate alla frazione di rifiuti recuperata con la raccolta differenziata. 

Per le varie frazioni separabili attraverso procedure automatizzate sono previsti:
- trattamenti di stabilizzazione della frazione prevalentemente organica (dal 30 al 40 % sul tal quale);
- trattamenti per la produzione di combustibile da rifiuti (RDF) per la frazione ad elevato potere calorifico (dal 20 al 30%) da destinare all’incenerimento;
- recupero per materiali quali ferro etc. (5 - 10 %);
- conferimento in discarica per una frazione secca pari al 15 - 20 % del rifiuto tal quale.
I residui non riciclabili derivanti dalla raccolta differenziata sono destinati all’incenerimento, alla discarica o al compostaggio, a seconda delle caratteristiche chimico - fisiche di ogni classe merceologica (potere calorifico, contenuto organico, etc.).

 

Fonte:Giancarlo Cuttica, ARPA Piemonte