Questo sito contribuisce alla audience di

Monitoraggio impianti di incenerimento

Le problematiche legate alla valorizzazione energetica dei rifiuti fanno si che tali impianti necessitino di un monitoraggio costante a livello di emissioni e qualità ambientale delle aree adiacenti all'impianto

Tecniche di monitoraggio dei terreni circostanti gli impianti: sono state elaborate ricerche sull’utilizzo di bioindicatori per la determinazione della concentrazione di microinquinanti nel suolo e dei loro effetti sull’agricoltura.

Tecniche di monitoraggio degli inquinanti in emissione e acquisizione dei dati in remoto: la disposizione di sistemi di monitoraggio in continuo nelle emissioni di impianti di incenerimento è ormai stabilita dalle vigenti normative e può essere correlata alla gestione dell’impianto visualizzata attraverso sistemi di trasmissione (via modem) ai centri di controllo e/o agli enti amministrativi.

Campionamento costante dei microinquinanti (diossine, etc.) in emissione: oltre ai previsti controlli da effettuarsi periodicamente per la verifica del rispetto dei limiti in emissione, sono stati sviluppati sistemi di campionamento che permettono di studiare i fattori di emissione di tali inquinanti nel tempo (campionamento di circa un mese).

Vincolo del recupero energetico nei processi di incenerimento: le attuali normative in materia di incenerimento e di termoutilizzazione dei rifiuti impongono, per la realizzazione dei nuovi impianti, l’effettuazione del recupero energetico.

Sistemi di combustione e struttura del forno di incenerimento: le principali tipologie di forni attualmente impiegate per i rifiuti solidi sono a griglia, a tamburo rotante, a letto fluido, a piani multipli. Mentre i forni a griglia sono generalmente destinati all’incenerimento di RSU, i forni a tamburo rotante e a letto fluido trovano impiego nello smaltimento di rifiuti industriali.
La tecnologia dell’incenerimento è stata molto migliorata nel corso del tempo, soprattutto riducendo la formazione di CO (monossido di carbonio) e NOx (ossidi di azoto) durante la combustione.
Il processo richiede un combustibile di supporto durante l’avviamento, ma al di sopra del 40-50% del carico di processo si auto-sostiene. La preselezione del rifiuto, mirata all’aumento del potere calorifico del rifiuto, permette la riduzione dell’uso di combustibili ausiliari.
Oggi la tecnologia più comune per recuperare energia dai RSU è il forno a griglia combinato con caldaia a recupero, che normalmente genera vapore a pressione non elevata.
Una alternativa è quella di bruciare i rifiuti nelle centrali a carbone. Questa soluzione presenta il vantaggio di un basso costo specifico di investimento.

Ricaduta degli inquinanti al suolo e verifica di impatto ambientale: per lo studio degli effetti in termini di qualità dell’aria determinati dal sistema di termodistruzione dei rifiuti possono essere utilizzati dei modelli diffusionali che possono rappresentare le fenomenologie di diffusione e di ricaduta al suolo degli inquinanti sia gassosi che particellari.
Per una corretta valutazione dei reali effetti di aggravio delle condizioni di antropizzazione della zona in cui insiste l’inceneritore, possono essere individuate aree come recettori sensibili in cui collocare stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria.