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Utilizzo dell'energia da rifiuti

Un problema caratteristico dei paesi industrializzati è quello dell'approvvigionamento di energia; ciò vale soprattutto per i paesi privi di fonti energetiche proprie o che ne hanno una quantità insufficiente al proprio fabbisogno, come nel caso dell'Italia. Parte della problematica può essere affrontata e risolta con il recupero di energia dai processi di incenerimento.

Il concetto fondamentale di ogni tecnologia di termovalorizzazione è la trasformazione del rifiuto in energia con la migliore efficienza ed al minimo costo possibili. L’energia ricavata dai rifiuti può rappresentare una fonte di reddito tale da alterare significativamente il bilancio economico della gestione dei rifiuti.

Nell’ottica di un risparmio energetico spinto il teleriscaldamento, accoppiato ad impianti di termodistruzione di rifiuti, consente di trasformare i comprensori industriali che hanno grande produzione di scarti termoutilizzabili in veri e propri bacini energetici.

Progetto di termoutilizzazione
La scelta tecnologica del processo può essere effettuata sulla base di criteri decisionali orientati su due concetti limite:
1. minimi impatti, minimi residui e migliore tecnologia disponibile e che gli stessi siano adeguatamente rappresentati come informazione e conoscenza ai cittadini
2. massimizzazione del profitto economico in termini di recupero energetico affinché gli impianti vengano adeguatamente gestiti.

L’estremizzazione di ognuno dei due concetti può portare il progetto fuori dal criterio di “sostenibilità” per aspetti economici in un caso, e per aspetti ambientali nell’altro.
D’altronde, l’introduzione di sistemi di recupero energetico finalizzati alla produzione di energia elettrica e di energie termica, permette di poter contare su risorse economiche che consentono di utilizzare tecnologie di depurazione avanzate, senza compromettere l’esercizio economico degli impianti.

Effetti sulla salute associati alle attività di trattamento dei rifiuti.
La presenza di siti per il trattamento dei rifiuti, siano essi discariche od inceneritori, è causa di grande preoccupazione per le popolazioni residenti nei pressi di queste aree. Tali stati d’animo sono basati sulla convinzione che la presenza di tali siti sia associata ad effetti nocivi sulla salute di varia gravità, da disturbi
sensitivi e generali a patologie gravi e invalidanti. E’ osservazione comune la resistenza di numerose comunità locali alla collocazione di nuovi siti di trattamento, cosa che rende senz’altro più complessa la
già difficile gestione dell’emergenza “rifiuti” in Italia come in altri paesi.
Tuttavia la presenza di effetti sulla salute associati al trattamento dei rifiuti è stata dimostrata in particolare per impianti che venivano gestiti secondo limiti alle emissioni in vigore molti anni fa con tecnologie di abbattimento fumi e di gestione della termodistruzione assolutamente inadeguate.Lo studio di tali effetti è di estrema complessità metodologica ma attualmente nelle aree in cui sono insediati i nuovi impianti in cui sono in corso valutazioni di tipo epidemiologico non sono stati riscontrati effetti sulla salute. Non c’è
dubbio tuttavia che la presenza di siti di trattamento dei rifiuti induca uno stress sulla popolazione esposta che determina disturbi minori, di per sé non gravi ma associati a un indubbio deterioramento della qualità della vita.