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Nuove norme UE sull’efficienza energetica - Diagnosi Energetica

Prevista la “diagnosi energetica”, equivalente alla certificazione sul rendimento energetico nell'edilizia. L’Unione europea ha emanato la direttiva 2006/32 relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e ai servizi energetici. La nuova direttiva abroga la 93/76/CEE. Gli articoli della direttiva sono preceduti da numerosi “considerando” che ricordano, tra le altre cose, gli impegni di Kyoto; il contributo che un orientamento favorevole a tecnologie più efficienti sotto il profilo energetico può dare all'innovazione e alla competitività della Comunità, come sottolineato nella strategia di Lisbona; il ruolo del settore pubblico nell’applicazione di criteri di efficienza energetica nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici.

La direttiva ha lo scopo di migliorare l’efficienza degli usi finali dell’energia sotto il profilo costi/benefici negli Stati membri e si applica sia ai distributori di energia, ai gestori dei sistemi di distribuzione e alle società di vendita di energia, che agli utenti finali.

L’obiettivo nazionale di risparmio energetico è fissato dalla UE al 9% entro il 2015.

Il settore pubblico deve contribuire a raggiungere gli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica adottando accordi volontari o di altri strumenti orientati al mercato, ad esempio certificati bianchi.

Inoltre, compatibilmente con la normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici, gli Stati devono fare in modo che il settore pubblico utilizzi alcune delle misure previste dall’allegato VI, quali i contratti di rendimento energetico, l’acquisto di attrezzature e veicoli con ridotto consumo energetico, l’obbligo di acquistare edifici a basso consumo energetico.

Gli Stati devono pubblicare orientamenti in materia di efficienza e risparmio energetico, che le PA possano utilizzare come criteri di valutazione in sede di aggiudicazione di appalti pubblici.

Gli Stati membri – prevede la direttiva – devono promuovere la stipula di accordi volontari, l’implementazione di sistemi di certificazione per i fornitori di servizi energetici, di diagnosi energetiche e delle misure di miglioramento dell’efficienza energetica.

La direttiva dispone che gli Stati assicurino la disponibilità di efficaci sistemi di “diagnosi energetica”, definita come procedura sistematica volta a fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio, di un impianto industriale o di servizi, al fine di individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e riferire in merito ai risultati.

Tale diagnosi energetica è da considerarsi equivalente alla certificazione di cui all’articolo 7 della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.

L’allegato III alla direttiva contiene alcuni esempi di misure di miglioramento dell’efficienza energetica in edilizia.

Gli Stati membri devono conformarsi alla direttiva entro il 17 maggio 2008.