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L'Ue punta a ridurre i consumi del 20% entro il 2010

Ridurre del 20% i consumi di energia entro il 2020, con un risparmio economico di 150 miliardi di euro e la riduzione delle emissioni pari a 380 milioni di tonnellate di anidride carbonica. È questo l'obiettivo fissato a cui vuole arrivare Bruxelles per i 25 paesi dell'Unione europea.

“La riduzione del 20 per cento è un grande obiettivo che può essere raggiunto senza pregiudicare la qualità di vita dei cittadini e le prospettive dell’economia - ha detto Fabrizio Barbaso, direttore generale aggiunto per l’Energia della Commissione europea intervenendo al meeting di San Rossore -. Si potrebbe fare anche di più, ma questo è un risultato che si può raggiungere senza nemmeno sacrifici”.
Anche se i sacrifici non sono molti, il raggiungimento del target non è certo. Barbaso ha infatti ricordato che anche perché altri obiettivi fissati dall’Unione europea sembrano ancora lontani, in particolare quello del 10 per cento da fonti rinnovabili entro il 2010. “Allo stato attuale - ha ricordato il Direttore Ue - niente lascia prevedere che questa quota possa essere raggiunta, c’è senz’altro bisogno di un maggiore impegno da parte di tutti i paesi membri”.
L’Unione europea ha previsto un aumento della domanda di energia mondiale del 60 per cento entro il 2030, su scenari in cui il prezzo del barile di petrolio arriverà a costare intorno ai cento dollari, ma anche su una dipendenza energetica europea dalle importazioni che oggi si aggira sul 50 per cento e che in futuro potrà arrivare al 70 per cento, come conseguenza dell’esaurimento di alcune risorse di alcuni giacimenti del mare del Nord.
È su questa analisi che la Commissione ha elaborato un libro verde per l’energia che in questi mesi, e fino a settembre, è in fase di consultazione. Le azioni comuni di intervento saranno definite sulla base di tre parametri: sostenibilità, sicurezza energetica e competitività. Con una precisa consapevolezza per quanto riguarda soprattutto la competitività: “Bisogna far funzionare un mercato che va sempre più verso la liberalizzazione. E questo vuol dire che le imprese devono accettare regole di trasparenza e che devono finire situazioni di monopolio e oligopolio”, ha concluso Barbaso.