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Biomasse a quota 15% nel fabbisogno Ue al 2030

Entro il 2030 la produzione di biomassa potrebbe arrivare a 295 milioni di tonnellate equivalenti petrolio, facendo così fronte al 15-16% del fabbisogno energetico primario dell'Europa a 25, con una riduzione tra 400 e 600 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. È quanto emerge da un rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente su 'Quanta bioenergia può produrre l'Europa senza danneggiare l'ambiente?'. Nel 2003, la produzione da biomassa era di 69 milioni di tonnellate, pari al 4% del fabbisogno europeo e potrebbe arrivare a 190 milioni di tep nel 2010 rileva lo studio.

Partendo dall’analisi dei diversi scenari di utilizzo delle biomasse provenienti dagli scarti agricoli e forestali e dai rifiuti, gli esperti dell’Aee hanno evidenziato che l’uso di biomassa come biocarburante e biocombustibile potrebbe dare un contributo significativo alla strategia Ue per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza dei combustibili fossili e per la protezione del clima ma ”a condizione di definire regole precise e vincoli di protezione ambientale”. Il problema principale, si legge infatti nel Rapporto pubblicato sul sito dell’Agenzia, sarà stabilire le regole idonee per sfruttare questo potenziale in modo da non inquinare l’ambiente, da non favorire una agricoltura inquinante ed il degrado del suolo e da scoraggiare pratiche agroforestali incompatibili con l’ambiente ed il territorio. Al contrario, con le opportune regole, ”il settore della produzione agricola potrebbe essere favorito, così come quello di una gestione forestale ottimale e della razionalizzazione dello smaltimento dei rifiuti”.