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L'energia eolica è la soluzione al deficit energetico

La sopravvalutazione delle stime delle riserve di petrolio è un elemento ricorrente, anche se non si verificherà una situazione di grave penuria di combustibili fossili per i prossimi dieci anni. È quanto riporta il rapporto stilato dal Consiglio Mondiale per l'Energia (Gwec) e dal Renewable Energy Systems Ltd (Res), presentato a Bruxelles.

Il report, intitolato “Plugging the Gap - A survey of world fuel resources and their impact on the development of wind energy”, sostiene che le previsioni di organismi internazionali, come l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), sulla disponibilità di risorse energetiche come il petrolio, il gas e il carbone sono state ottimistiche se non addirittura con dati in crescita.
“L’informazione pubblica sulle riserve di gas e di petrolio è solita incorrere in una grave incoerenza - si legge nel rapporto -. Inoltre appare poco affidabile dal punto di vista legale, commerciale, storico e politico”. La differenza di metodologie di informazione e l’approssimazione terminologica aumentano la confusione rispetto ai dati.
Per redigere il dossier Gwec e Res si sono basati sui dati dei registri, disponibili alla consultazione, dei pozzi di gas naturale e di petrolio. Nonostante l’accesso alle informazioni sia estremamente limitato, i numeri che emergono sono piuttosto allarmanti, spiegano le due organizzazioni. Entro 10 anni la produzione mondiale di petrolio, giunta al suo picco massimo, comincerà a diminuire, nonostante la domanda energetica continui ad aumentare. Nel 2030 il gap tra la domanda e l’offerta sarà cinque volte maggiore della produzione attuale dell’Arabia Saudita.
“In assenza di valide alternative industriali ai combustibili liquidi di origine fossile, la scarsità di petrolio diventa una questione particolarmente urgente e difficile da risolvere, soprattutto se si tiene conto del fatto che il tempo disponibile non è molto”, riporta il dossier.
Gli autori del documento sono convinti che l’energia eolica possa figurare tra le soluzione al problema dell’approvvigionamento energetico. “Le fonti di energia presenti a livello mondiale non sono sufficienti per sostenere la previsioni di crescita della domanda energetica - ha commentato Ian Mays, direttore generale del gruppo Res -. L’energia eolica rappresenta invece una soluzione già disponibile per ridurre il gap tra domanda e offerta e riuscire così a tenere la luce accesa. Le tecnologie eoliche stanno già dando risultati positivi in tutto il mondo. Le risorse - conclude Mays - sono sufficienti perché, con una strategia adeguata, la produzione energetica che sfrutta il vento si possa estendere si grande scala”.
“Il Gwec stima che oltre mille gigawatt possano essere istallati a livello mondiale entro il 2020, sempre se si metteranno in atto i cambiamenti programmatici necessari - ha detto Arthuros Zervos, presidente del Gwec -. Non si deve infatti dimenticare che tale potenziale è tecnicamente fattibile se si sviluppano politiche capaci di intensificare l’integrazione dell’energia eolica nel mix energetico destinato alla generazione elettrica”.