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Fotovoltaico: entro settembre nuovo decreto

Presto un nuovo decreto per gli incentivi al fotovoltaico. Entro settembre lo schema del nuovo provvedimento, in ottobre la Conferenza Stato Regioni con la ridefinizione dei criteri di accesso e di contributo, premi ai risparmiatori di energia e introduzione del meccanismo che privilegi l'impianto fatto sono le principali novità in vista.

È quanto ha annunciato Gianni Silvestrini del Comitato, direttivo European PV Platform e da poco consigliere per l’energia e l’ambiente del ministro dello Sviluppo economico, Bersani in occasione del seminario promosso dall’Enea e dal Kyoto Club su ”Il fotovoltaico: sviluppo della ricerca e opportunità per l’industria”.
Il nuovo testo arriva dopo che il precedente programma di incentivi registra il tutto esaurito nonostante non sia ancora terminato: 300 MW il tetto stabilito contro un boom di domande per 1.200 MW.
”Entro settembre - ha detto Silvestini - dovrebbe essere pronto lo schema di decreto sugli incentivi in conto energia per il fotovoltaico per passare a ottobre alla Conferenza Stato-Regioni. Il principio degli incentivi va bene ma i criteri vanno rivisitati. Vogliamo che si crei un’industria italiana delle rinnovabili ma per fare questo occorre anche fornire certezze”.
Fabrizio Fabbri del ministero dell’Ambiente, in merito al nuovo testo sugli incentivi al fotovoltaico ha annunciato: “Stiamo lavorando per ridefinire i criteri di accesso e di contributo perché il programma di aiuti in atto ha determinato la corsa a impianti a terra e grandi impianti. Per evitare che un campo agricolo diventi un enorme pannello solare per la produzione di elettricità fine a se stessa - ha spiegato Fabbri - si sta pensando di introdurre un meccanismo che privilegi l’impianto fatto e quindi di fare in modo di legare la produzione al consumo”. Premi sono previsti per chi, accanto al solare, produce un risparmio del 20% nei consumi.
”In Italia, a differenza della Germania che con il 30% in meno di insolazione del nostro Paese è il più grosso attore per il fotovoltaico - ha poi aggiunto Fabbri - è mancata una strategia politica ed economica nonostante dal 1991 paghiamo in bolletta la tariffa A3 che devolve il 5% energie pulite. Ma in questi 15 anni, il 70% dei fondi è andato a capitoli che fonti rinnovabili non sono. E si parla di 2,5 miliardi di euro l’anno. Ora si tratta di recuperare questi fondi”.
Anche Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera e presidente onorario di Legambiente spinge sugli incentivi: “È fondamentale che nella prossima finanziaria ci siano le risorse per pianificare una strategia per il risparmio energetico e per promuovere le fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico”. Ha commentato a margine del convegno.
”Questa strategia politica - spiega Realacci - deve essere trasversale alle politiche sulla ricerca e sull’innovazione, alla sfida tecnologica, scientifica e imprenditoriale, alle scelte sull’industria, sulle infrastrutture e sull’edilizia. Il Governo deve dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale e promuovere entro i primi mesi del prossimo anno la conferenza nazionale sull’energia”. ”Un appuntamento urgente - conclude Realacci - è indispensabile per le strategie energetiche dell’Italia, dall’efficienza all’utilizzo dei combustibili, alla promozione delle fonti rinnovabili, senza dimenticare che una delle vie per ridare competitività all’Italia è quella centrata sull’efficienza e sul risparmio”.