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LONDRA VUOLE RIDURRE LE EMISSIONI DEL 60%

Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, ha annunciato un piano dettagliato per ridurre le emissioni di anidridecarbonica della città del 60% rispetto ai valori del 1990 entro 20 anni e fare ella capitale britannica la città capofila nella battaglia contro i cambiamenti climatici. Il piano è descritto nel rapporto “Action Today to Protect Tomorrow - The Mayor’s Climate Change Action Plan”, con il quale Livingstone ritiene, ad esempio, che entro il 2025 un quarto dell’energia elettrica offerta debba essere prodotta da impianti di cogenerazione distribuita e non proveniente dalla rete nazionale, che il comune aiuterà le famiglie a risparmiare e ad assumere comportamenti corretti dal punto di vista ambientale con l’ausilio di veri e propri esperti (“guru verdi”), che verranno erogati incentivi (fino al 50%) a chi isolerà le proprie abitazioni.

Londra non è la sola città britannica ad attivarsi per la riduzione dei gas serra, sebbene sia

senza dubbio la più importante. Infatti, quasi 200 amministrazioni locali inglesi hanno firmato un

impegno, conosciuto come “Nottingham Declaration”, per iniziative in questo campo; altre città come

Birminghan hanno definito obiettivi specifici di riduzione dei gas climalteranti. Il piano londinese

punta ad una riduzione delle emissioni dalleattuali 44 milioni di tonnellate di CO2 annuali del 2006 a 18 milioni di tonnellate entro il 2025, cioè un taglio del 4% all’anno, ben oltre i target nazionali. In queste cifre non sono però incluse le emissioni causate dall’aviazione, che non possono essere sotto il controllo dell’istituzione comunale. Molte delle misure indicate nel piano richiederanno comunque un coinvolgimento dei ministeri. Un esempio per tutti, l’introduzione di tasse specifiche per l’inquinamento causato dall’utilizzo di tutte le fonti fossili.

Per sostenere questo pacchetto di misure il comune stanzierà 47 milioni di sterline fin dal prossimo bilancio annuale.