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Le cronache del Nimby - Tutti i “no” agli impianti

Milano, 1° ottobre – Inarrestabile la diffusione della sindrome Nimby. Non cessano di farsi sentire i comitati che si oppongono alla realizzazione di nuove infrastrutture o alla conversione di vecchie centrali, come nel caso della centrale Enel di Porto Tolle che l’ex-monopolista vuole convertire a carbone. La scorsa settimana Legambiente, Greenpeace, Italia Nostra e Wwf insieme ai sindaci e rappresentanti dei comuni di Rosolina, Taglio di Po, Porto Viro, Loreo e ai Verdi del Veneto sono scesi in piazza per manifestare contro la riconversione della centrale.

Intanto in un paesino della Liguria, a Sant’Ilario, gli abitanti esultano dopo le promesse di Enel di demolire entro la fine dell’anno i conduttori aerei che deturpano la bellezza di tutto il paesaggio, secondo quanto ha annunciato il sindaco Francesco Antonio Carleo.

Preoccupazione invece a Pontecagnano Faiano, dove il Comitato ”Salute e ambiente” punta il dito sulla Centrale termoelettrica, sull’impianto “di Sardone e di quello di compostaggio che sta per nascere a pochi metri di distanza. Poi c’è l’inceneritore che Salerno vuole far nascere a ridosso dell’abitato di Pontecagnano e Fuorni”.

Anche gli abitanti di Fermo sono in agitazione per l’eventuale localizzazione della centrale elettrica ad olii vegetali nella zona di San Marco alle Paludi, nell’ambito del progetto di riconversione della Sadam.

Fermento anche per gli abitanti di San Lorenzo in Campo, nell’entroterra di Pesaro, dove sono stati presentati due progetti per la realizzazione di una centrale idroelettrica sul fiume Cesano, in località Caselle, che è al confine tra San Lorenzo in Campo e Pergola, e di un parco eolico che dovrebbe a breve essere costruito in località Montevecchio.