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Troppe Emissioni per le aziend eitaliane nel 2006

Nel 2006 le aziende italiane hanno prodotto più emissioni di Co2 rispetto a quanto previsto dal Piano Nazionale di Allocazione. Lo afferma una ricerca condotta da Eco-Way su dati Carbon Market Data. Gli 886 impianti che hanno compilato il registro del Ministero hanno infatti prodotto quasi 218 milioni di tonnellate, contro i circa 194 milioni previsti dal Piano, pari all’11,65% di “sforamento”.

A pesare in maniera preponderante su questo dato le imprese del settore attività energetiche, che hanno superato le quote attribuite del 18,60%, seguite da quelle di produzione di materiali ferrosi (9,47%) e dai cementifici (5,25%). Sotto il limite, invece, la raffinazione, l’industria della ceramica e quella di produzione di vetro.

A livello territoriale, si nota come il Nord, che pure ospita la maggioranza degli impianti analizzati, si trovi nella situazione migliore, con un superamento dei limiti del 2,66% per il Nord Ovest e dell’1,95% per il Nord Est. Ben diversa la situazione al Centro, dove i 154 impianti considerati hanno superato i limiti del 27,78%. Al Sud i limiti sono stati superati del 16,22% e nelle Isole del 13,18%.

A pesare sul dato del Centro è soprattutto la situazione del Lazio, dove i limiti sono stati superati del 127,36%.

“I risultati della ricerca condotta sulle emissioni prodotte dalle industrie italiane che sono state incluse nel Piano Nazionale di Allocazione evidenziano una importante disparità nei confronti degli obiettivi che il nostro Paese ha assunto per uniformarsi alle direttive del Protocollo di Kyoto e di quanto stabilito in materia di riscaldamento globale dall’Unione Europea”, commenta Guido Busato, Presidente di Eco-Way. “Il dato del 2006 assume valenza ancora più negativa se confrontato con i risultati del 2005, superiori al limite in misura minore di quanto registrato lo scorso anno (+5,7%). Il trend negativo che caratterizza i livelli di emissioni desta dunque preoccupazione in vista della seconda fase del Protocollo di Kyoto, 2008-2012, in cui gli impegnativi obiettivi di riduzione delle emissioni graveranno pericolosamente sulle aziende coinvolte”.