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le lampadine a basso consumo risparmiano 5,6 mld kWh all'anno

Una recente ricerca dell’European Companies Federation (ELC) conferma che la sostituzione delle lampadine a incandescenza, se fosse effettuata in tutta Europa entro il 2015, porterebbe alla riduzione di 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica, con un risparmio di 7 miliardi di euro. Secondo alcune stime, se i 21 milioni di famiglie italiane sostituissero le lampadine a incandescenza da 100 watt con le equivalenti fluorescenti compatte da 20 watt, in un anno si eliminerebbe 1 milione di tonnellate di CO2.

Le tradizionali lampadine sprecano, sotto forma di calore, oltre il 90% dell’energia elettrica consumata e solo il 10% si trasforma in luce. Tali sprechi possono essere evitati utilizzando lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza (LFC). Le fluorescenti compatte abbattono i consumi dell’80%, con benefici economici per i consumatori e per l’ambiente.
Abbattere i consumi elettrici significa infatti ridurre la spesa in bolletta e le emissioni di gas serra: in Italia la sola messa al bando delle incandescenti permetterebbe di tagliare circa 3 milioni di tonnellate di CO2 e di risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora all’anno, pari all’energia prodotta da una centrale termoelettrica di 1000 MW. Sarebbe una misura a costo nullo per lo Stato, con benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro all’anno.
A fine 2007 il Governo italiano ha messo al bando le lampadine incandescenti dal primo gennaio 2011. L’Italia è il secondo Paese ad aver fissato la data del bando. L’Irlanda era stato il primo (2009) e anche la Francia ha annunciato l’intenzione di bandire questi prodotti entro il 2010. Fuori dall’Europa iniziative analoghe sono state annunciate da Australia, Cina e Stati Uniti.
La diffusione delle lampade ad alta efficienza nell’ambito residenziale in Italia, come in Europa, è estremamente bassa. In Italia si arriva appena al 4,4%: ci sono quindi ampi margini di crescita, ma occorre avviare al più presto un corretto sistema per lo smaltimento delle lampade fluorescenti compatte. Legambiente da anni promuove la campagna “Kyoto la luce che non consuma il pianeta” (http://www.legambiente.eu/documenti/2006/1020_kyoto_luce_non_consuma/) patrocinata dalla Commissione europea e dal ministero dell’Ambiente per diffondere sul territorio nazionale l’impiego di lampade fluorescenti compatte di classe A, in sostituzione a quelle ad incandescenza, sensibilizzando il sistema produttivo e distributivo verso una gamma di prodotti innovativi e sempre più orientati al principio dell’uso razionale dell’energia e del contenimento della spesa energetica.
Dal 1° gennaio è entrato in vigore il Sistema italiano di gestione dei RAEE - Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – composto da diversi consorzi tra cui Ecolamp che ha il compito di garantire il corretto recupero eco-compatibile delle moderne lampadine a basso consumo di energia, che come rovescio della medaglia rispetto alle incandescenti, diventano rifiuti pericolosi per via del loro contenuto di sostanze tossiche (mercurio, polveri fluorescenti). Le lampadine, oggetto della normativa sui Raee, immesse annualmente sul mercato italiano sono circa 120 milioni di pezzi tra lampadine a fluorescenza, a ioduri metallici e neon. Oltre alla pericolosità hanno anche la caratteristica della fragilità essendo costituite per il 90% da vetro.