Michelle presenterà Eros al Festivalbar 2003.

Galà Anteprima Festivalbar: A Milano (Arena Civica) il 30 e 31 Maggio. (Eros dovrebbe esserci solo il 31) In TV (ore 21 su Italia Uno) il 3 e 10 Giugno. Info per i biglietti di Milano c/o DECO' 02-313645

«Sarò felice di presentarlo e vederlo cantare sul palco». Michelle Hunziker non è rancorosa, livorosa, non perde l’allegria quando parla del suo ex marito Eros Ramazzotti, che sarà ospite della prima puntata del Festivalbar, il 31 maggio all’Arena Civica di Milano, dove presenterà il singolo «Un’emozione per sempre», da ieri nei negozi. E visto che sul palco a condurre la serata ci sarà proprio lei, la splendida svizzera ventiseienne, inevitabilmente i due ex, un anno dopo la separazione, si incontreranno davanti a migliaia di persone e milioni di telespettatori (il 3 giugno su Italia 1). Dunque, Michelle, la imbarazza l’idea di quest’incontro?
«Dopo che le cose si sono risolte nel modo più giusto e discreto, sono certa che sarà un incontro tranquillo. Anzi mi fa molto piacere presentarlo».
Siete amici?
«C’è uno spirito di amicizia che mi rende contenta del suo successo».
Eros mostra anche nella copertina del disco il tatuaggio che ha sul collo: un ideogramma che, dice, significa «Michelle». E’ vero che l’ha fatto per riconquistarla?
«No, l’aveva fatto tempo fa, quando stavamo ancora insieme. Lo ricordo molto bene, ne abbiamo riso perché io non credevo che quel tatuaggio significasse “Michelle”. Lo prendevo in giro, gli dicevo: che c’è scritto, Dash?».
E’ difficile vivere una separazione con i riflettori puntati?
«Noi l’abbiamo vissuta in modo discreto, ma certo ci sono state tante speculazioni».
Quest’ultimo singolo di Ramazzotti «Un’emozione per sempre» racconta di un amore finito, di quello che resta… Si dice l’abbia scritto per lei.
«Bisognerebbe chiederlo a lui se il brano è dedicato a me. Mi pare che lui stesso abbia dichiarato che in realtà la canzone sia stata scritta molto tempo fa. Non sempre i brani sentimentali sono autobiografici. Lui è un professionista e un bravo artista, mi pare che sia tutto qui».
Il Festivalbar, con quest’edizione, festeggia 40 anni.
«E sarà un’edizione straordinaria. Andrea Salvetti (l’organizzatore, ndr ) promette grandi nomi e sorprese. E io non vedo l’ora di iniziare questa esperienza».
L’anno scorso lo conducevate Alessia Marcuzzi, lei e Daniele Bossari. Quest’anno è rimasta solo lei, con Maccarini. Ha «fatto fuori» la Marcuzzi?
«Non entro nel merito, ma immagino sia stata lei a decidere di no. Ci siamo sentite l’altro giorno al telefono e Alessia è stata carina con me, mi ha fatto gli auguri. E’ una ragazza che stimo molto».
C’è un artista che amerebbe molto poter presentare?
«Robbie Williams, adoro la sua musica. Anche se non sono molto d’accordo con il suo ultimo video».
Per lei il 2003 è proprio un anno magico: successi, Oscar-tv, copertine, probabilmente i Telegatti…
«E’ vero, sono felicissima: sto vivendo un momento meraviglioso. Se penso che solo 10 anni fa abitavo in Svizzera e pensavo di fare l’interprete. Là, tv e moda non esistono praticamente, io guardavo Raiuno e ammiravo Baudo».
Forse solo un anno fa tutto questo non era prevedibile.
«In effetti un anno fa vivevo un momento delicato. Mia figlia Aurora mi ha dato la forza per lavorare e il lavoro mi ha dato mille soddisfazioni. Ringrazio il Signore per avermi fatto incontrare il gruppo di “Zelig”. Bisio, Gino e Michele, Giancarlo Bozzo sono stati i miei Patch Adams: la vera terapia della risata per guarire. Una crescita umana e professionale senza limiti».
Lei dice sempre che il gruppo di «Zelig» le ha insegnato molto. Cosa invece non ha dovuto imparare?
«L’ironia e l’autoironia. Ridevo dei miei difetti fin da ragazzina, quando a scuola mi prendevano in giro per i miei denti sporgenti e i capelli a spazzola».

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