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Eros si racconta in "9"

Agitato e impacciato, ma esteticamente in forma, Eros Ramazzotti ha presentato il suo nuovo album, “9″, ai numerosi giornalisti accorsi oggi al Teatro Armani a Milano. «Mi devo rilassare -[...]

Agitato e impacciato, ma esteticamente in forma, Eros Ramazzotti ha presentato il suo nuovo album, “9″, ai numerosi giornalisti accorsi oggi al Teatro Armani a Milano. «Mi devo rilassare - dice - vogliate scusarmi se sono così, ma davanti a tanta gente sono sempre molto emozionato». Poi si scioglie e si mostra disponibile a rispondere a tutte le curiosità dei presenti che per circa un’ora lo travolgono di domande sul nuovo lavoro, senza tralasciare di indagare sulla sua tanto chiacchierata vita privata («Ora non ho voglia di gestire la mia vita con un’altra donna - dice - e non c’è nessuna, anche se ce ne sono tante, purtroppo per loro, perché io non ci sto con la testa»).

E alla soglia dei suoi quarant’anni, Eros non nega di essere rimasto legato alla leggerezza di un’età ormai passata e spiega così l’ingenuità che trapela dalle sue tredici nuove canzoni: «E’ dettata dall’istinto di certi momenti, fare musica oggi non è facile ed è un po’ dura ripetersi e farlo al meglio, ma io ho fatto quello che mi veniva. Le canzoni sono venute in un momento un po’ particolare e penso che si senta e che sia molto tangibile soprattutto nei testi. Questo è quello che riesco a fare, questo è Eros in questo momento».

L’album è chiaramente autobiografico e questo offre il pretesto alla curiosità dei presenti per porre nuove domande sul fallito matrimonio con la presentatrice Michelle Hunziker: «Il disco vive tanto di quei momenti - spiega Eros - ma io sono anche uno che istintivamente scrive melodie un po’ struggenti, a me viene da dentro, ce l’ho nel DNA. Questo è un album molto personale, è vero, ma lo sono stati tutti i miei dischi, anche se in un momento così particolare quel sentimento viene fuori di più». E a chi gli chiede come vede il grande successo che ha travolto la sua ex moglie, Eros risponde abbassando lo sguardo: «La vedo bene, è sicuramente quello che si meritava. Se l’ho sposata e ci sono stato insieme per sette anni, c’era un motivo, sono contento che abbia successo. Ora, però, bisogna mantenerlo - aggiunge rialzando lo sguardo - al successo prima o poi ci arrivi, è mantenerlo per vent’anni come fortunatamente è successo a me che è un po’ difficile. La vita è così, lei ha la sua strada, io la mia, basta, sarebbe anche il caso di mettere un punto e andare a capo».

Messo il punto, si torna al disco e, se nei testi Eros ha riconosciuto una istintiva leggerezza, per il sound ammette di non aver puntato alla semplicità: «Grazie anche all’apporto del maestro Claudio Guidetti e dei ragazzi che hanno lavorato con me, armonicamente il disco è un po’ difficile, non è un album che si può intonare in spiaggia, perché non ci sono i quattro accordi. E la cosa che mi piace di più è l’aver lavorato sulle armonie, ma con una melodia molto accattivante, molto diretta».

Ora lo attende il tour mondiale, che si preannuncia lungo e impegnativo come il precedente: «Il tour dell’anno scorso è stato molto lungo anche perché fortunatamente le richieste sono arrivate da ogni posto d’Italia e da molti paesi europei. Sicuramente sarà un concerto con le mie canzoni più importanti e proseguiremo anche nel 2004. Non è facile stare sempre in giro - conclude - anche perché ho una bambina e voglio starle vicino, voglio dedicare la mia vita a lei in questo momento particolare».

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