Questo sito contribuisce alla audience di

Una vita in attacco

«”9″: come il numero dei centravanti, perché gioco a calcio e sono una punta, ma soprattutto perché nella vita bisogna sempre giocare all’attacco». Sono queste le parole con cui Eros[...]

«”9″: come il numero dei centravanti, perché gioco a calcio e sono una punta, ma soprattutto perché nella vita bisogna sempre giocare all’attacco». Sono queste le parole con cui Eros Ramazzotti descrive il suo nuovo album – dal titolo “9″ – appena uscito. L’album è stato presentato al Teatro Armani di Bergognone a Milano. Jeans e maglietta nera, il cantante romano, tifosissimo della Juventus si è presentato alla platea ironizzando sulla partita di Coppa dei Campioni giocata all’Old Trafford di Machester.

«Cosa dire – spiega il cantante sono amareggiato anche perché è stata una partita non certo emozionante in cui ha vinto lo stress, e poi la mancanza di Pavel Nedved si è fatta sentire. L’unica cosa positiva è stata la civiltà e la sportività delle tifoserie se riuscissimo ad essere così ogni domenica sarebbe bellissimo».

È vero che aveva intenzione di scrivere l’inno della Juventus?
Sì. Lo scriverò perché la Juve è un’emozione che ho nel cuore da sempre.

Un disco che sembra risentire tantissimo del periodo poco felice che ha vissuto
È un disco molto intimo, personale, che per forza vive di quella luce di quei momenti, di tutte quelle particolarità. Questo è quello che mi è venuto dal cuore in un momento assolutamente particolare. I giornali per due anni hanno scritto fiumi di inchiostro e moltissime cose sbagliate. Per carità sono un personaggio pubblico e dunque la cosa parte del gioco, ma la legge sulla privacy va assolutamente rivista.

Si riferisce al filmato mandato in onda sulle reti Mediaset in cui si vede lei che va a scuola a prendere Aurora?
Sì, si vede la scuola, il nome della via, insomma di pazzi ce ne sono tanti in giro poi è giusto che la vita dei cittadini sia tutelata. Poi riguardo a Michelle, sarebbe il caso di mettere un punto e andare capo. Mamarà dedicata a sua madre scomparsa l’anno scorso, ma sembra una canzone serena
Sarebbe stato troppo facile scrivere una melodia strappalacrime. L’ho voluta ricordare così in modo felice perché lei era così. Mia mamma si chiamava Raffaella e Mamarà era il nomignolo con cui la chiamavamo in famiglia.

“Un emozione per sempre” è una canzone che avrebbe dovuto cantare Alex Baroni?
Sì l’avevo scritta per lui, perché era un grande amico e aveva una voce bellissima sono sempre stato uno dei suoi fan più accaniti. Mi hanno chiesto in tanti di ricordarlo attraverso concerti o serate ma ho preferito farlo così cantando una canzone che avrebbe dovuto cantare lui.

Quanto le pesa il fatto di essere il cantante italiano più rappresentativo all’estero?
Tantissimo. Ma sono fatto così, mi spaventa la gente, mi emoziono, ogni volta ched evo fare un cocnerto o un’intervista, è il mio carattere e non posso farci niente.

Ha rinnovato il contratto discografico con la Bmg l’ultima volta le hanno regalato una Ferrari e questa volta?
La Ferrari l’ho venduta. I beni materiali non contano nulla nella vita, guardate me ad esempio, ho vissuto e sto vivendo un periodo non certo facile. La cosa più importante è la serenità e la tranquillità.

Battiato e Ligabue dal palco alla macchina della presa ha mai pensato di fare un film?
Faccio fatica fare dischi, figuriamoci il regista… no il cinema non è per me.

Le categorie della guida

Link correlati