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L'album dell'amor perduto

Timido e nervoso, con quel broncio che piace tanto alle fan e l’aria di chi soffre per amore. Eros Ramazzotti è apparso così alla presentazione del suo nuovo album nella raffinata cornice del[...]

Timido e nervoso, con quel broncio che piace tanto alle fan e l’aria di chi soffre per amore. Eros Ramazzotti è apparso così alla presentazione del suo nuovo album nella raffinata cornice del Teatro Armani a Milano (è ancora lui il “picciotto” dello stilista). Ma la timidezza lascia spazio all’impulsività quando si tratta di parlare di Michelle Hunziker, l’amore perduto protagonista di canzoni e riflessioni racchiuse nel nuovo lavoro, battezzato 9. “Sì questo è un disco personale”, ammette. E non vi è alcun dubbio. Michelle è in Solo Ieri, Canzone per lei, C’è una melodia. Brani struggenti che lasciano uno spiraglio alla speranza di innamorarsi di nuovo. Ma l’amarezza rimane: “Sono contento del successo che ha avuto - racconta - E’ quello che si meritava. Se l’ho sposata e sono stato con lei sette anni è per qualcosa. Il successo però bisogna mantenerlo. Riuscirci come ho fatto io per vent’anni non è facile”. Ed ecco la bacchettata: “E poi bisogna essere un po’ seri. Non è necessario ridere sempre”. Ma Michelle, tra Zelig, il Festivalbar e un nuovo amore, di motivi per sorridere ne ha parecchi. “Le nostre strade si sono divise - conclude il cantante - Così è la vita. Dobbiamo fare un punto e andare a capo”.

Anche l’album, così intriso di riferimenti alla sua vita personale, è un modo per tirare le somme di due anni “particolarmente difficili”. “I giornali - confessa - non mi hanno reso la vita facile. Ho fatto tanti errori e li ho pagati tutti”. In Un attimo di pace, Ramazzotti parla di inchiostro velenoso, “quello che versano i giornalisti quando invadono la tua privacy - spiega - l’altro giorno hanno filmato mia figlia all’uscita di scuola. Per la sicurezza di una bambina non si dovrebbero mandare in onda certe cose. La privacy va difesa”. Eros però, almeno nelle canzoni, si racconta senza filtri. E’ il caso di Non ti prometto niente, un brano con parecchi riferimenti alla crisi che sta vivendo. “In questo momento ho poco da dare - spiega - non riesco a gestire la mia vita con una donna.”

In scaletta c’è spazio anche per i ricordi di chi non c’è più, come nel caso di Mamarà, dedicato alla madre, “Non volevo fare una canzone strappalacrime… mia madre era una persona felice”, e Un’emozione per sempre dedicato ad Alex Baroni, suo amico di sempre. “Ho voluto registrare questo pezzo per ricordarlo. Mi hanno chiesto di fare concerti per lui ma ho sempre rifiutato. Preferisco questo tipo di tributo”. Musicalmente Ramazzotti non si discosta dal suo schema, quello rigoroso della canzone d’amore che poggia sulla melodia. “Le melodie struggenti vengono dal mio Dna. Il fatto che ho vissuto momenti difficili in questi due anni sicuramente ha accentuato questo aspetto”. Niente di nuovo quindi sul fronte musicale, per la gioia dei fan che da lui si aspettano canzoni strappalacrime. Ma Ramazzotti confessa di pensare anche a progetti diversi, come “un disco strumentale” e, se potesse farlo, “un album di canzoni di Battisti, il cantautore numero uno”. Se dovesse fare un bilancio dei suoi primi quarant’anni non avrebbe dubbi: “Ho fatto tanto. Ho dato tanto. Rimmettersi in gioco è sempre difficile. So di avere un carattere poco malleabile. Ma sono fatto così. E seguo l’istinto. In fin dei conti la cosa più importante è la serenità e mia figlia Aurora”.

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