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PRESENTATO "9"

Per la prima volta in ventuno anni di carriera, Eros Ramazzotti usa un numero come titolo di un suo disco: oggi - 30 maggio 2003 - esce “9″. Non è stata una scelta casuale, ma ha motivazioni[...]

Per la prima volta in ventuno anni di carriera, Eros Ramazzotti usa un numero come titolo di un suo disco: oggi - 30 maggio 2003 - esce “9″.

Non è stata una scelta casuale, ma ha motivazioni che albergano nel rapporto dell’artista con la società, come ha spiegato lui stesso ieri, durante un’affollatissima conferenza stampa nello spazio che Giorgio Armani ha allestito vicino a Porta Genova, a Milano, per le sue ricche sfilate.

“L’ho scelto perché questo è il mio nono album di canzoni inedite. Il numero nove mi piace anche perché è il simbolo dei grandi centravanti: nella vita bisogna giocare sempre all’attacco, in particolare in questo periodo storico nel quale dobbiamo essere tutti più forti, vitali e positivi. Nelle mie canzoni canto da sempre le storie che vivo, ma anche le storie che vedo. Non sono un cantante schierato politicamente, perché le ingiustizie non hanno bandiera: sono ingiuste per l’umanità”.
Come la pace, che non ha davvero una necessità politica, se non umana e interiore. E non a caso, i brani “Un Attimo Di Pace” e “Piccola Pietra” sono due inni contro la guerra: “In ‘Un Attimo Di Pace’ mi riferisco anche alla realtà di questa guerra, che non abbiamo potuto evitare perché il potere è troppo in alto e forte. Scendendo sul piano personale, invece, cerco un’oasi di pace dall’inchiostro velenoso, perché certe frasi hanno il potere di condizionare le idee e le opinioni della gente: mi capita di leggere o sentire cose sulla mia vita privata che distorcono completamente la realtà. Resto convinto che il silenzio sia la risposta migliore a queste falsità, ma a volte è giusto replicare e usare parole forti. Ho voluto rispondere con il sentimento: io sono una persona istintiva, ma ultimamente ho imparato a essere più riflessivo. E oggi sono ancora seduto sulla riva del fiume ad aspettare…”

Le liriche del nuovo album “9″ hanno un grande protagonista: l’amore. Nelle tredici tracce del CD, Eros si abbandona al racconto sofferto degli avvenimenti che hanno reso più amari questi ultimi due anni, in particolare la scomparsa della madre. Rabbia e stupore che si trasformano in voglia di ricominciare dopo un amore perduto (”Solo Ieri”): “Appena parte, si sente che parlo di lei. È la risposta a tutto quello che è stato detto sulla fine della nostra storia: proprio per questo, è il brano emotivamente più forte del disco. Io sono sempre stato autobiografico nelle mie canzoni, ma in questa non volevo essere enfatico: mi piace in particolare il messaggio positivo dell’inciso, perché rappresenta il mio carattere che mi porta a non mollare mai.”

Ovviamente, il riferimento è a Michelle Hunziker, argomento che ha stimolato molte domande dei giornalisti accreditati, relegando spesso in secondo piano la creazione musicale, che dovrebbe essere l’elemento primario dell’incontro con Ramazzotti. Che appare insofferente di fronte a questa orda di scrittori, interessati più allo scoop che non ai contenuti di queste canzoni, che pur andranno a far ‘rispecchiare’ un tre/quattro milioni di ascoltatori sparsi per il mondo.

L’amore di “9″ non è solo quello che spezza il cuore, c’è spazio anche per altri tipi di sentimenti: quello sempre in crescita per la figlia (”Canzone Per Lei”) e per la madre, scomparsa un anno fa (”Mamarà”). C’è l’amore per gli amici, e il singolo “Un’Emozione Per Sempre”, lo testimonia meglio di tante chiacchiere: si tratta della canzone che Eros aveva affidato ad Alex Baroni, di cui esiste anche un provino ancora inedito. Cantarlo oggi, è il modo migliore per ricordare un amico che ha sempre sostenuto: “Sono stato uno dei primi a credere in lui, umanamente e artisticamente. Gli avevo dato questa canzone, composta assieme a Claudio Guidetti, e l’ho sentita cantata da Alex, anche se non è mai stata pubblicata.”

Nell’album si nota una grande varietà di suoni, con una ricerca sulle melodie e sulle armonie curata nei minimi particolari. Le canzoni riportano alle ambientazioni sonore delle ballate più famose, ma non mancano incursioni nella musica elettronica e in stili apparentemente lontani: “Falsa Partenza”, “Un’Ancora Nel Vento” e il reggae di “Mamarà”.

“Fino a diciotto anni non sapevo cosa fare della mia vita, oggi devo solo continuare a fare musica con grande passione, per confermare e aumentare la credibilità che mi sono conquistato in vent’anni. Musicalmente, questo disco fa un passo indietro per farne tre avanti: Claudio Guidetti e io siamo tornati a comporre brani armonici con molti accordi. La rinuncia ai cori e ai duetti, dopo averne fatti tanti e molti di grande prestigio nella mia carriera, è un’altra scelta controcorrente, però coerente con le storie che ho scritto assieme ad Adelio Cogliati. In futuro, mi piacerebbe addentrarmi su percorsi musicali alternativi e magari pure rischiosi (cita l’esperienza solista di Dodi Battaglia dei Pooh, completamente strumentale - ndr), ma oggi sono pienamente soddisfatto di questo disco: è un CD assai maturo, che acquisterà ancora più energia nei concerti del tour europeo previsto in autunno.”

A proposito: sono davvero poche le possibilità per vedere Eros Ramazzotti dal vivo in Italia nel corso del 2003. Infatti, dopo il debutto previsto al PalaRossini di Ancona l’11 ottobre, il cantante porterà “9″ sui palchi del Vecchio Continente per tornare dalle nostre parti solo a dicembre, quando si esibirà al PalaEur di Roma (8 e 9) e al FilaForum di Assago - Milano (11 e 12).

Per il tour italiano vero e proprio, bisognerà aspettare febbraio 2004.

Ma come saranno questi concerti? “Vorrei ritornare sulle mie vecchie canzoni così come erano e così come le vuole la gente.” Una decisione che farà felici tutti fan dell’Eros d’annata, dunque, probabilmente scaturita da una riconsiderazione di se stesso sul piano umano: “Sono molto fragile, perché non ero psicologicamente preparato a un mutamento così radicale nella mia vita. Ho sempre dato molta importanza alla famiglia e ai figli, ricominciare da capo a quarant’anni (li compirà il 28 ottobre - ndr) non mi spaventa, anzi sento di avere una forte carica interiore: mi piace divertirmi assieme agli amici, ma non voglio superare i limiti, perché mi piace avere il cervello sempre funzionante. L’unica cosa che oggi ancora m’impaurisce, è il pensiero di far nascere una nuova storia d’amore…”

È davvero molto bello vedere l’uomo - oltre all’artista - che, alla soglia di un compleanno tanto importante, racconta i suoi sentimenti senza mai cadere nell’autocommiserazione: la solitudine, le ingenuità commesse e pagate care, la paura di investire in un nuovo rapporto sentimentale, l’amara condizione di padre separato. Una sola parola d’ordine per il Ramazzotti del 2003: rinascere, “senza buttare tutto il buono costruito fino a qui”.

Oltre agli innumerevoli tentativi di pettegolezzo sulla sua vita privata, il numero più alto di ’simpatiche battute’ è stato dedicato alle metafore calcistiche collegate alla disfatta sulla sua Juventus contro il Milan in Champions League. Fortunatamente, qualcuno ha riportato il discorso sulla musica, e Eros ha confessato di continuare a coltivare il sogno di lavorare sulle canzoni di Lucio Battisti, a partire da “Emozioni”, la preferita.

Quando, purtroppo, per il momento non si sa.

Nell’attesa, “9″ saprà come riportare Eros al pubblico che lo ama incondizionatamente e che lo sostiene senza mezzi termini. Soprattutto, a tutti coloro che nelle sue parole si riconosce e si identifica, evitando la necessità di nutrirsi dei dettagli personali. O - al limite - guardando a questi per quello che sono davvero: il vissuto di un uomo qualunque. Il nostro vissuto…

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