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Intervista presentazione "9"

Ascoltando il tuo nuovo album, “9″, si ha come l’impressione di essere immersi in un’ingenuità e una leggerezza tipica di un’altra età, meno matura. Cosa ti ha ispirato[...]

Ascoltando il tuo nuovo album, “9″, si ha come l’impressione di essere immersi in un’ingenuità e una leggerezza tipica di un’altra età, meno matura. Cosa ti ha ispirato tanta semplicità?

L’altra età è andata e la freschezza dei testi è dettata dall’istinto di certi momenti. Fare musica oggi non è facile ed è un po’ dura ripetersi e farlo al meglio, ma io ho fatto quello che mi veniva. Le canzoni sono venute in un momento un po’ particolare e penso che si senta e che sia molto tangibile soprattutto nei testi. Questo è quello che riesco a fare, questo è Eros in questo momento.

Il disco è sfacciatamente autobiografico, perché hai scelto di raccontare così dettagliatamente i tuoi sentimenti?

Perché vive tanto di quei momenti, ma io sono anche uno che istintivamente scrive melodie un po’ struggenti, a me viene da dentro, ce l’ho nel DNA. Questo è un album molto personale, è vero, ma lo sono stati tutti i miei dischi, anche se in un momento così particolare quel sentimento viene fuori di più. Io però sono sempre stato così, ho sempre cantato i miei sentimenti, anche se adesso tutti ci ricamano sopra.

In tracklist c’è anche un brano dedicato a tua madre scomparsa, “Mamarà”. Come si fa a scrivere una canzone sofferta senza piangersi addosso?

Non volevo fare una canzone strappalacrime, sarebbe stato troppo facile. Avevo questa canzone già finita in inglese finto e trovo che abbia un impatto molto positivo, perché ricorda una persona importante della mia vita ma in modo felice, come era lei. Il titolo è nato unendo la parola mamma al suo nome, Raffaella.

Eros Ramazzotti
Hai intitolato l’album “9″, perché è il tuo nono disco e perché è il numero dei grandi centravanti. Sei un attaccante anche nella vita?
Io sono un attaccante da sempre, da quando sono nato, perché dipende anche da dove nasci, visto che certe cose ti segnano la vita e ti servono per andare avanti. Poi gioco a calcio come punta, perciò il nove mi sembrava un numero abbastanza azzeccato per questo disco. Pur attaccando, però, guardo avanti con molta serenità e con la voglia di cambiare in meglio.

Il singolo di lancio dell’album è “Un’emozione per sempre”, che hai raccontato di aver scritto per Alex Baroni…

…sì, io e Claudio Guidetti l’avevamo data ad Alex, che era un mio amico… io ho sempre creduto in lui dall’inizio, ora che lui non c’è più mi è sembrato un modo per ricordarlo. Mi hanno chiesto spesso di fare concerti e tributi per lui, ma ho sempre rifiutato e ho voluto aspettare per mettere nel disco una canzone così importante.

Eros Ramazzotti
Il ponte che vediamo nel video del singolo dove si trova?

Non è in America, come potrebbe sembrare, ma è sull’Adda, mentre il resto del video è stato girato a Ibiza. Il filmato racconta con le immagini la storia di questa canzone, non mi dispiace ma neanche mi fa impazzire. Vorrei fare cose un po’ più particolari.

Anche presentando lo scorso disco hai detto che, se avessi avuto più tempo, forse l’avresti fatto un po’ diverso…

…ma dico sempre così (sorride).

Questo album, però, hai avuto tutto il tempo per farlo come volevi, ti rappresenta come vorresti?

Ho fatto quello che mi veniva, è venuto in un momento un po’ particolare e penso che si senta, che sia molto tangibile soprattutto nei testi. Comunque mi sembra un disco capace di rappresentarmi, certo non al 100%, ma è questo quello che riesco a fare.

Eros Ramazzotti
Qual è allora il disco che avresti voluto realizzare tu?

Quello strumentale di Dodi Battaglia.

In “9″ la tua voce è più morbida, la sforzi meno che in passato. E’ un’accortezza voluta?

La mia voce non è più tanto nasale come una volta e in molte canzoni è rimasta quella del provino registrato l’anno scorso, quindi si sente anche la voglia di sfogo di quel momento. Io penso che sia maturata, canto come mi viene, come sento, tanto pe’ cantà (sorride).

Chi è “L’uomo che guardava le nuvole”?

E’ immaginario. E’ un po’ un guardare al passato. E’ il racconto di un uomo che guarda una nuvola e si immagina il mondo. Tutto qui. Non è realissimo.

In “Non ti prometto niente” parli di una probabile nuova storia d’amore. Ti va di dirci qualcosa di più?

E’ una canzone per me fondamentale, che metterò su nel momento in cui ci sarà questa possibilità di avere un’altra esperienza, che in questo momento non sento ancora importante. Ora non ho voglia di gestire la mia vita con un’altra donna e non c’è nessuna, anche se ce ne sono tante, purtroppo per loro, perché io non ci sto con la testa.

Eros Ramazzotti
Senza malizia, ma cosa pensi del successo artistico che ha travolto Michelle Hunziker ultimamente?

Io la vedo bene, è sicuramente quello che si meritava. Se l’ho sposata e ci sono stato insieme per sette anni, c’era un motivo, sono contento che abbia successo. Ora, però, bisogna mantenerlo al successo prima o poi ci arrivi, è mantenerlo per vent’anni come fortunatamente è successo a me che è un po’ difficile. La vita è così, lei ha la sua strada, io la mia, sarebbe anche il caso di mettere un punto e andare a capo.

Se i testi sono frutto della tua istintività, per la musica ci sembra che tu abbia fatto uno sforzo maggiore rispetto ai precedenti lavori. E’ così?

Grazie anche all’apporto del maestro Claudio Guidetti e dei ragazzi che hanno lavorato con me, armonicamente il disco è effettivamente un po’ difficile, non è un album che si può intonare in spiaggia, perché non ci sono i quattro accordi. E la cosa che mi piace di più è proprio l’aver lavorato sulle armonie, ma con una melodia molto accattivante, molto diretta.

Hai dichiarato di aver apprezzato molto l’operazione di Robbie Williams, che ha interpretato le canzoni di Frank Sinatra. Vista la tua stima per Battisti, ti piacerebbe fare la stessa operazione con i suoi successi?

Sarebbe una bella idea, anche se è stato un po’ saccheggiato in questi anni, ma per me rimane il numero uno. Fare un disco tipo quello che ha fatto Robbie Williams con i classici di Frank Sinatra sarebbe una cosa bellissima, però dovrei parlarne con Mogol e la moglie di Battisti, ed è un po’ difficile. La prima canzone che canterei è sicuramente “Emozioni”.

Eros Ramazzotti
Il tuo precedente tour è stato impegnativo per numero di date e luoghi, anche quest’anno le date annunciate ti vedranno suonare in tutto il mondo…

Il tour dell’anno scorso è stato molto lungo anche perché fortunatamente le richieste sono arrivate da ogni posto d’Italia e da molti paesi europei. Sicuramente sarà un concerto con le mie canzoni più importanti e proseguiremo anche nel 2004. Non è facile stare sempre in giro anche perché ho una bambina e voglio starle vicino, voglio dedicare la mia vita a lei in questo momento particolare.

Senti la pressione di essere considerato tra i cantanti più famosi all’estero?

La sentirò per sempre, perché è il mio carattere. Essere un po’ la bandiera dell’Italia nel mondo, dare sempre il massimo e essere sempre a un buon livello è un peso che bisogna portare avanti e gestirlo non è sempre facile.

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