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Recensione di 9

30 milioni di copie vendute: è Eros Ramazzotti la punta di diamante della musica italiana nel mondo. E dopo successi e grandi duetti, l’Eros nazionale torna con un album semplice e immediato, e non[...]

30 milioni di copie vendute: è Eros Ramazzotti la punta di diamante della musica italiana nel mondo. E dopo successi e grandi duetti, l’Eros nazionale torna con un album semplice e immediato, e non scontato. Un cd che ha per titolo un numero: “9″, perché è il nono album di canzoni inedite. Ramazzotti spiega: “Il numero nove è il simbolo dei grandi centravanti: nella vita bisogna giocare sempre all’attacco… Non sono un cantante schierato politicamente, perché le ingiustizie non hanno bandiera: sono ingiuste per l’umanità”. Ma il 9 è anche “il simbolo della pienezza, della gestazione (nove sono i mesi che una creatura impiega a nascere) e dell’amore (Dante lo attribuisce a Beatrice). Nei sogni annuncerebbe il compimento di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, lo stimolo ad andare oltre ciò che si è raggiunto”* Mai titolo fu più appropriato. E’ infatti l’amore che pervade tutto il cd: l’amore per la pace, per la mamma, per la figlia e per le persone care e scomparse. Ed è anche l’inizio di un nuovo ciclo: a 40 anni, con un matrimonio naufragato alle spalle ed una figlia, Eros deve ricominciare: “Ricominciare da capo a 40 anni non mi spaventa, anzi sento di avere una forte carica interiore… L’unica cosa che oggi ancora m’impaurisce è il pensiero di fare nascere una nuova storia d’amore”. Le avvisaglie, però, non sono state delle migliori, infatti il singolo antipasto “Un’emozione per sempre” ha suscitato qualche perplessità (nonostante il primo posto in classifica): una canzone fresca e leggera, ma che ricorda troppo (anche nel video) “Più bella cosa”. Il brano è un tributo ad Alex Baroni, infatti originariamente era stato affidato ed interpretato da lui. Il cd si apre con la bella “Un attimo di pace”, un inno contro la guerra, che si muove su chitarre gitane e su una base pop. Probabile secondo singolo. “Solo ieri” è romantica, dedicata a Michelle Hunziker: “No, non può finire qui, la vita inventerò, ancora per un po’… Non può finire perché vedo che davanti a me un po’ di luce c’é”. Malinconica. La classica Ramazzotti-song, pop e con chitarre in primo piano, è “Ti vorrei rivivere”, dedicata alla stessa donna alla quale dieci anni fa Eros dedicò “Cose della vita”. Peccato per il ritornello, che sconvolge la bella atmosfera dell’intero brano. Dal sapore classico italiano è “Il buio ha i tuoi occhi”, semplice e melodica, mentre vagamente elettronica è “Un’ancora nel vento”, trasportata da loops e da violini ’sintetici’: un amore di una notte che, come un’ancora nel vento, non da’ un appiglio sicuro nel tempo. “Piccola pietra” è la versione del 2000 di “Favola” (alla quale assomiglia) ispirata al libro “La danza immobile” di Manuel Scorza: una dolce melodia sorretta da piano e archi. Un episodio particolare è “Mamarà”, dedicato alla mamma Raffaelle, scomparsa un anno fa. Ci si aspettava una canzone strappalacrime (come ha fatto la Pausini): invece il ritmo è reggae e calypso, per un’ode d’amore incondizionato che ha la capacità di emozionare nonostante il ritmo solare ed elettronico. Bellissima e riflessiva è “L’uomo che guardava le nuvole”: la verità dipende sempre dai punti di vista; caratterizzata da un intro alla Oasis. “Canzone per lei” è la naturale prosecuzione di “Aurora”, dedicate entrambe alla figlia Aurora Sophie. Dice Eros: “Aurora capisce quello che succede attorno: io la vedo serena… Ci vediamo quasi tutti i giorni, ma questo a un padre non basta”. Commovente. Dalla romantica “Non ti prometto niente” si passa alle note scanzonate di “Falsa partenza”. Chiude il cd la dolce “C’è una melodia”.

Un bel cd, in controtendenza, che mette a nudo un Ramazotti che mi sembra di conoscere da sempre. Un cd pieno d’amore, perché l’amore muove il mondo, perché il “9″ è un simbolo d’amore. Un Ramazzotti che ci rende partecipi della sua vita, una vita che tutti conosciamo dalle cronache rosa dei giornali. E tutte le canzoni, anche se non è così, pare parlino di lei, di Michelle Hunziker. E “C’è una melodia” è l’epilogo e il sunto di tutto il cd: “Dopo otto anni di emozioni positive e negative vissute insieme, da oggi io avrò notizie di lei dai giornali e lei saprà quello che mi succede solo attraverso la mia musica. Perché io canto sempre la mia vita”.

E perché Eros canta sempre col cuore.

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