ADCI promuove il Capitolo Freelance e indice il primo congresso

L'Art Directors Club Italiano promuove il Capitolo dei freelance al suo interno e indice il Primo Congresso dei Freelance a Milano, mercoledi 3 ottobre 2007 nell'Aula Magna della Nuova Accademia di Belle Arti (NABA).

Da quando l’ADCI è stato fondato, nel 1985, il mercato della pubblicità è molto cambiato. Così come è cambiata la composizione dei soci ADCI: ieri la maggioranza erano dirigenti e dipendenti d’agenzia con una piccola quota di freelance e microstrutture; oggi questa quota è notevolmente cresciuta fin quasi a raggiungere la maggioranza dei soci e ha bisogno di vedere rappresentate anche le sue specifiche esigenze. Fra i soci fondatori nel 1985 i freelance erano pochissimi. Un freelance che ha fatto parte del Club sin dai primi anni è stato Enzo Baldoni, che vogliamo ricordare, grande pubblicitario e giornalista freelance. Rispetto ad allora, oggi i freelance e i titolari di microstrutture sono una quota rilevante tanto nel Club quanto nel consiglio direttivo.

Nella comunicazione pubblicitaria, i creativi sono l’ingranaggio fondamentale per produrre valore.

Oggi molti di questi creativi sono freelance, studi associati, microstrutture, coppie creative aperte e chiuse, associazioni fra professionisti che operano in un mercato sempre più difficile e complesso, anche a causa di alcune particolarità italiane: scarsa comprensione del ruolo del marketing nell’azienda moderna, burocrazia complicata, leggi e mentalità arretrate. Non solo: mentre venticinque anni fa il grosso della pubblicità si faceva a Milano, Torino e Roma, oggi sono sempre più presenti e attivi freelance e microstrutture in tutta Italia, dove in ogni provincia è facile trovare anche piccole e medie agenzie ben strutturate. Sono figure che, per distanza da Milano e Roma, hanno difficoltà a trovare riferimenti adeguati per approfondire una professionalità che, per forza di cose, non trova rappresentazione presso le locali camere di commercio e associazioni professionali. Il Capitolo Freelance dell’ADCI intende rispondere a questo problema con risorse, eventi, corsi di formazione anche online

Mentre i creativi d’agenzia possono delegare alle strutture d’agenzia alcune problematiche professionali (formazione, aggiornamento, servizi operativi, ricerca fornitori) e le problematiche contrattuali e commerciali (preventivi, contratti, pagamenti), i freelance devono operare su due fronti: la qualità creativa e l’aggiornamento professionale da una parte e il rapporto professionale-commerciale col cliente, sia esso un’azienda o un’agenzia.

L’evoluzione è in atto da molti anni, tant’è vero che molti dipendenti d’agenzia a un certo punto della loro carriera diventano freelance, alcuni per scelta, altri per necessità. Ciò nonostante in Italia resta un enorme vuoto culturale relativo a queste figure professionali che, rientrando nel calderone delle cosiddette PMI (piccole e medie imprese) per le istituzioni sono “aziende” (compresi obblighi e svantaggi), mentre per il mercato sono uomini e donne che svolgono un prezioso ruolo di soluzione dei problemi e consulenza flessibile, di grande valore aggiunto per agenzie e aziende.

Il Capitolo Freelance promosso dall’ADCI ha lo scopo di diventare un punto di riferimento per la comunità pubblicitaria italiana, utile per tutti, per definire le linee generali della qualità creativa e professionale del Freelance e del suo rapporto con agenzie e clienti, ritenendo che qualità professionale e qualità creativa siano piante che fioriscono e prosperano sullo stesso terreno. La qualità della pubblicità italiana può migliorare anche grazie al miglioramento dei rapporti tra freelance, agenzie, clienti.

Qualificare i freelance italiani e indicare linee guida per procedure di collaborazione condivise con agenzie e clienti è un vantaggio per tutti, perché quando il rapporto di collaborazione è chiaro questo va a vantaggio anche del cliente intelligente.

Linee guida, esperienza e qualità professionale aiutano anche a gestire i conflitti, che spesso fanno parte del processo di lavoro e del processo creativo. Ad esempio tempi, costi, metodi di lavoro possono essere fisiologicamente motivo di conflitto di interessi o conflitto di priorità tra cliente, agenzia e freelance. Solo dalla positiva gestione di questi conflitti il rapporto di collaborazione ha un esito positivo e soddisfacente per tutte le parti coinvolte.

Save n'Keep

Bookmark condivisi e privati.

Con Save n' Keep ora è possibile!

Link correlati