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Tradizioni, vino e buona tavola a Terra &Vini

Epifania in Friuli tra alti falò e rievocazioni storiche

In Friuli Venezia Giulia, nei giorni dell’Epifanìa, rivivono antichi riti in cui si fondono tradizioni pagane e cristiane. Il fuoco, elemento rituale, arde in molte località e accende il paesaggio con le luci di piccoli e grandi falò: uno spettacolo davvero unico. In occasione di tale evento,l’ Osteria con alloggio e cucina Terra& Vini di Cormòns propone un soggiorno nella quiete agreste del Collio goriziano, a due passi da Gorizia e Udine. Il pacchetto, previsto per il 5 e 6 gennaio, propone agli ospiti della rinomata locanda, curata con passione da Elda Felluga, un pernottamento in stanza doppia con colazione e, a scelta, un pranzo o una cena tipica con piatti friulani, abbinati ai prestigiosi vini della celebre maison Livio Felluga. (160 € per due persone in doppia). Se ci si vuole concedere un po’ più di tempo, il weekend lungo con arrivo venerdì 4 è offerto a 250 €, sempre per due persone.

Il soggiorno a Terra & Vini i primi di gennaio è pensato come un’occasione per immergersi nella più calda atmosfera dell’Epifania friulana: Elda Felluga, titolare della locanda, con il suo staff, consiglierà interessanti itinerari alla scoperta delle antiche e inconsuete manifestazioni tradizionali, di grande suggestione, che animano il Friuli Venezia Giulia durante il periodo epifanico. In un quarto d’ora da Terra & Vini si arriva ad esempio a Cividale, una delle cittadine più ricche di arte e storia della regione, ricca di resti longobardi. Qui il giorno dell’Epifania si assiste alla Messa dello Spadone, che ricorda la solenne investitura del Patriarca Morquardo Von Randeck, avvenuta nel 1366. Cividale ritorna per un giorno indietro nel tempo, grazie a centinaia di figuranti in costume che sfilano e ricreano l’ atmosfera medievale e mostrano usanze, arti, mestieri del tempo.

Sul far delle notte si accendono invece i pignarûi (chiamati anche foghère o pan e vin), altissimi falò propiziatori, per lo più collocati sull’alto dei colli: dall’orientamento di fumo e faville, si traggono – da tempo immemorabile- previsioni sul nuovo anno. La loro origine si perde nella notte dei tempi e si ricollega al culto pagano del dio Beleno, il celtico dio del fuoco. Fra i falò più belli e suggestivi vi è il Pignarûl Grant di Tarcento (graziosa cittadina sulle colline alle spalle di Udine), che arde su un’altura, tra le rovine del Cjastelàt (Castello). All’imbrunire del 6 gennaio un corteo di centinaia di figuranti in costume medievale percorre le strade del paese fino ai piedi del Colle di Coia, dove il Vecchio venerando (metà druido, metà sacerdote) accende il rogo. A concludere la festa i rappresentanti delle borgate (Pignarûlars), muniti di fiaccola, partecipano alla spettacolare Corsa dei carri infuocati per conquistare il Palio.

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