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CRESCE IL TURISMO CONGRESSUALE IN ITALIA

Crescita boom per il turismo congressuale in Italia nel primo semestre 2007. La strada da compiere, però è ancora lunga ed è ora che le istituzioni politiche scendano in campo. E’ quanto emerso questa mattina alla XXIII edizione della BTC, nel corso della presentazione del Rapporto dell’Osservatorio Congressuale Italiano, condotto dall’Università di Bologna, Master in Gestione e Sviluppo dei Servizi Turistici. Promotori della ricerca, Convention Bureau della Riviera di Rimini e la rivista Meeting e Congressi.

“Il turismo è l’industria principale del terzo millennio. Aumentano i viaggi, soprattutto quelli di ‘conoscenza’, come quelli congressuali”, racconta il professor Attilio Gardini dell’Università di Bologna. Anche l’Italia beneficia del trend positivo mondiale, favorito dalla diffusione dello sviluppo economico e dalla riduzione dei costi di trasposto. Ma con sue peculiarità.

Nel primo semestre 2007, rivela la ricerca, si sono svolti 51.137 incontri (+2,87% rispetto allo stesso periodo del 2006), con 13.669.536 partecipanti (+12,87%) e 18.753.981 giornate di presenza congressuale (+26,55%) Cresce anche la dimensione media degli eventi (+9,43%) e la permanenza media degli ospiti (+16,7%). Il fatturato del congressuale aumenta del 17%, contro il trend negativo degli altri settori turistici (-0,3% di presenze). Le destinazioni preferite sono ancora le metropoli, ma crescono molto i centri urbani minori . La domanda arriva principalmente dalle imprese, ma crescono le associazioni sportive e religiose e gli eventi politici.

“L’Italia però non sta sfruttando con le sue potenzialità le dinamiche internazionali, perdendo quote di mercato”, denuncia il professor Gardini, insistendo sulla necessità di un riposizionamento sul mercato internazionale. Un esempio: nel 2007 abbiamo avuto 3.300.300 congressisti stranieri in Italia, contro i 4.210.000 che abbiamo “esportato” all’estero. Ovvero, 569 milioni di euro usciti, contro i 416 milioni entrati.

“I dati sono incoraggianti. Figuriamoci cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato il blocco delle sponsorizzazioni ai congressi medici”, ha commentato Adolfo Parodi, Presidente di FederCongressi. “Dobbiamo fare in modo che la politica si senta più coinvolta nel nostro settore”, ha aggiunto Mauro Ioli, Presidente di Convention Bureau della Riviera di Rimini “Dobbiamo coinvolgere i politici come fossero soci, perché impieghino una certa quantità di risorse nella realizzazione dei nostri ambiziosi progetti”. Anche per Marco Biamonti, Presidente di Ediman e direttore di Meeting e Congressi, “aprirsi è fondamentale”.

Parole d’ordine: unione, chiarezza e tempismo. “Bisogna muovere i primi passi subito per la creazione di uno sportello internazionale all’ENIT – ha aggiunto Parodi – Dal governo dobbiamo avere un segnale chiaro sul rifinanziamento dell’IFE, che ha saputo evitare una pericolosa disgregazione delle regioni associate. O vogliamo tornare a tre anni fa?”.

“Parlare di politica e imprese non è antitetico”, ha dichiarato Paolo Audino, Amministratore Delegato di Exmedia, organizzatrice di BTC. “Che il turismo congressuale in Italia si sia conquistato un importante fetta di mercato è chiaro – ha concluso - Meno, chi debba farsi avanti ora. Se non arriva una spinta dal ‘basso’, però, è difficile che il mondo politico recepisca le nostre esigenze.”.

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