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Campionato deciso all'ultima curva ed Hamilton il campione più giovane

Manco a dirlo, quando tutti si lamentano della monotonia di questo sport, questo mondiale si è deciso solo all’ultima curva, a 300 metri dalla bandiera a scacchi. Che bella gara, quante emozioni hanno[...]

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Manco a dirlo, quando tutti si lamentano della monotonia di questo sport, questo mondiale si è deciso solo all’ultima curva, a 300 metri dalla bandiera a scacchi. Che bella gara, quante emozioni hanno regalato ieri sera i protagonisti ad Interlagos, familiari compresi: prima l’esultanza del fratello e del padre di Massa, poi i salti di gioia della ragazza di Hamilton.

Questa è stata la giusta sintesi di una stagione vissuta sempre con il cuore in gola e anche se i sorpassi scarseggiano, non si era mai concluso, prima d’ora, un mondiale al fotofinish. Penso che ieri, oltre a Lewis, abbia vinto anche la F1, criticata e attorniata dalle polemiche recenti sul caso motori.

Cosi in bacheca c’è il nome di un altro campione, il più giovane di tutti ad aver vinto un mondiale e, dodici anni dopo Damon Hill, ultimo inglese a vincere il mondiale. Sportivamente parlando e da amante di questo sport, sono felice anche per la Mclaren, che dopo essere stata messa in croce lo scorso anno, ha conquistato sul campo un mondiale che mancava da nove anni e soprattutto complimenti a Ron Dennis che rimane uno dei pochi ‘signori’ di questo sport.

Onore comunque alla Ferrari e ai suoi uomini capeggiati da Stefano Domenicali, che al loro ‘primo’ anno di gestione hanno vinto la coppa costruttori che, anche se meno prestigiosa, è molto remunerativa. Unico rimpianto qualche ‘errorino’ che hanno commesso per risultare innovativi come l’introduzione del semaforo al pit stop, risultato fatale a Singapore.

Onore anche a Massa, quasi commuovente vederlo piangere nell’abitacolo e che ha dimostrato di esser all’altezza di vincere, ma quest’anno è stato giusto che lo vincesse ‘l’uomo nero’ che veste d’argento.

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