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I manoscritti di Qumran

Una discussione ancora aperta!

I Manoscritti di Qumran furono scoperti nel 1946 in un sito archeologico contenente circa 800 rotoli che le analisi effettuate hanno datato in un periodo che va dal I Sec. a.C. al I. sec. d.C., quando la comunità venne distrutta dai Romani. Per 50 anni i manoscritti sono stati oggetto di lotte intellettuali tra gli studiosi di Israele,  Palestina e  Giordania.
I manoscritti ritrovati in  buona parte sono riferibili a testi biblici  gli altri sono apocrifi che hanno destato maggiore interesse sia per i loro possibili contenuti visto che si tratta di testimonianze oculari delle origini del Cristianesimo, sia per alcune idee che emergono a far luce su alcuni misteri dell’Occidente.
Dopo varie polemiche e battaglie legali, poco alla volta, molti studiosi hanno cominciato a dare  il loro contributo sui Manoscritti manifestati al mondo solo nel 1997. Nulla è ancora certezza. Trattasi infatti di studi ancora in corso che interessano varie parti accademiche e le Autorità religiose.

Inizialmente la Comunità accademica gridò allo scandalo per la segretezza che circondava i testi, che vociferavano di particolari notizie sconvolgenti che riguardavano il mondo cristiano; ma molti archeologi placarono gli animi con la notizia che troppo frammentari erano i testi per poter dare certezze all’umanità.
I Rotoli sono stati identificati dalla lettera “Q” seguita dai numeri delle grotte in cui sono stati ritrovati.
I manoscritti in buono stato identificati sono stati suddivisi in sezioni: Regola della Comunità, Regola della Guerra, gli Inni e il Pesher (presagio), Abacuc.
Di particolare interesse  Il Libro delle Visioni di Yeshua ben Padiah.

Questo è il libro considerato pericoloso per le sue rivelazioni sconvolgenti sulle origini del Cristianesimo, ma gli studi su questi manoscritti sono ancora in corso!

 

 

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