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Immersioni in un lago misterioso

Un ambiente sommerso fatto di alberi, abitazioni, strade e manufatti

L’iniziativa è sicuramente originale e dal “sapore” decisamente archeologico – fantastico per chi ha la fortuna tra l’altro di praticare lo sport delle immersioni. Navigando – questa volta in rete – mi sono imbattuto nell’interessantissimo sito del Torreflavia diving che pubblicizza per domenica 11 dicembre 2005 immersioni nel lago di Capo D’Acqua in pieno Parco nazionale del Gran Sasso. Fin qui nulla si eccezionale, immersioni sub acque se ne fanno un po’ dovunque.

Ma questa organizzata dal Torreflavia diving ha un fascino diverso. Il lago (così come specificato nel sito) offre a tutti i subacquei che lo frequentano un ambiente sommerso misterioso caratterizzato da alberi, abitazioni, strade e manufatti. Il lago, di proprietà privata, nasce nella seconda metà degli anni 60 per avere nella zona una riserva idrica per l’irrigazione dei terreni circostanti. Il lago è alimentato da molte sorgenti in superficie e altrettante sommerse.

Le sorgenti alimentavano in origine dei corsi d’acqua che, unendosi, formavano il fiume Tirino. In prossimità di questi corsi d’acqua sono stati realizzati, pressappoco in età medievale, due mulini e un colorificio. Oggi l’edificio del colorificio è ancora visibile in superficie, mentre i due mulini si trovano sommersi, in buono stato di conservazione.

L’invaso garantisce, proprio per la sua natura di lago sorgivo, un’ottima visibilità (all’incirca di 40 mt) e una flora lacustre particolare.

Il lago di Capo D’Acqua è raggiungibile da Roma in 1h e 42’ minuti circa.

Per prenotazioni e informazioni telefonare al 335/6137973 (numero telefonico reperito dal sito del diving).

Nella fotogallery troverete alcune suggestive immagini relative a questo intervento