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Caio Cesare Caligola

E lo sconvolgente segreto delle navi sulle acque di Nemi

Folle e incompreso. Basterebbero questi due aggettivi per definire compiutamente il carattere di una delle più emblematiche figure della gens Giulio-Claudia, Caio Cesare Caligola. Per gli storiografi romani fu una misteriosa malattia a sconvolgergli la mente sospingendolo a compiere imprese stravaganti e a entrare in conflitto con senatori e pretoriani. Le sue manie egocentriche, assolutistiche e tiranniche, lo avrebbero destinato a una morte violenta dopo appena quattro anni di regno.

La travolgente epopea del terzo imperator di Roma è raccontata nel nuovo e ingegnoso romanzo dell’archeologa e scrittrice genovese Maria Grazia Siliato, Caligula . L’autrice intreccia sapientemente la materia storiografica e archeologica soffermandosi soprattutto sull’enigma delle famose navi che Caligola (nel busto, sopra) aveva fatto costruire sulle acque del lago vulcanico di Nemi. Ed erano scafi dalle proporzioni faraoniche su cui poggiavano pesanti edifici in marmo, adorni di colonne e di statue dorate.

Quelle imbarcazioni non solcarono mai le onde del mare, ma dopo l’assassinio del monarca, furono fatte affondare insieme ai loro inestimabili tesori. Sarebbero riemerse dalle fangose acque del lago laziale soltanto nel 1930 per essere poi definitivamente distrutte nell’ultimo conflitto mondiale.

Esse custodivano uno sconvolgente segreto, ma quale? Per scoprirlo è necessario leggere le avvincenti pagine di Caligula , un racconto che ha il gran pregio di rivalutare la vita e le gesta di un personaggio meritevole di essere studiato e compreso, il giovane e sfortunato Caligola.

Fonte: il messaggero.caltanet.it