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ATLANTIDE E I MITI DELLE CATASTROFI RICORRENTI di Vito Foschi *

Conclusione

Il mito di una civiltà che ha preceduto la nostra nasce da accadimenti reali. Però resta un problema aperto. La presenza di miti simili in svariate culture in tutto il globo potrebbe far pensare ad un’origine comune dei miti e quindi all’esistenza di una civiltà planetaria che ha preceduto la nostra. Questa ipotesi si potrebbe chiamare Atlantide di Platone o Atlantide planetaria. Ma c’è un’altra ipotesi da prendere in considerazioni. La nascita e la scomparsa di più civiltà nel passato. Si potrebbe chiamare semplicemente ipotesi delle catastrofi ricorrenti o ipotesi delle Atlantidi locali. Le scomparse di queste civiltà hanno potuto far nascere miti simili o comunque che col tempo hanno assunto una forma simile. Queste civiltà potrebbero non essere state in collegamento fra loro per motivi o geografici o temporali. Temporali nel senso che potrebbero essere sorte e scomparse in periodi tali da rendere impossibile il contatto. Una civiltà può essere sorta quando l’altra era già scomparsa.
Se si trovano rovine antiche anche simili in diversi parti del mondo non è detto che appartengano ad un’unica civiltà planetaria, ma possono appartenere a diverse civiltà locali e soltanto assomigliare. Dire che ci sono delle civiltà scomparse è dire niente di nuovo. Qualcuna è stata trovata, altre sono sotto terra. Recente la polemica sull’Atlantide giapponese da parte di West. Potrebbe trattarsi dell’Atlantide planetaria o solo di una Atlantide locale. Il linguaggio del mito può far sembrare che si tratti degli stessi eventi, accadimenti simili. Non dimentichiamo la smemoratezza umana e la sua fantasia. Certo molte coincidenze potrebbero far pensare ad una civiltà planetaria, ma non è detto.
Non nego che sia potuta esistere una Atlantide planetaria, ma molte cose sono spiegabili con l’esistenza di più civiltà scomparse. Forse la civiltà umana nella sua evoluzione deve attraversare comunque delle fasi obbligatorie e questo potrebbe implicare la presenza di similitudini fra civiltà diverse sorte in epoche diverse in diversi luoghi. È un’ipotesi un po’ forte, perché sembrerebbe negare un certo libero arbitrio che si presume sia una caratteristica tipicamente umana. In realtà è ciò che fanno gli storici con la loro descrizione della storia mediante l’età della pietra, del rame, del ferro e così via. Quanto questa divisione è arbitraria è evidente, perché se la storia dell’uomo è come linea di trend improntata ad un continuo progresso, non si può certo nascondere i frequenti inceppamenti e ritorni al passato. Un po’ come l’indice di borsa. Nel lungo periodo si può dire che è sempre crescente, ma se si esaminano periodi più brevi si vedono anche i frequenti ribassi e addirittura i tracolli, come quello del 1929 o del 1986 o delle più recenti crisi, asiatica e russa e l’ultima, dei mercati dei titoli tecnologici. Questa ipotesi, per quanto forte, ha una sua validità, per lo meno a grandi linee o potremmo dire come linea di trend.
Un’ulteriore ipotesi è che siano vere entrambe, sia quella dell’Atlantide planetaria, sia quella delle Atlantidi locali. Quest’ultima è la più difficile da appurare.
Non mi azzardo a suggerivi quale delle tre possa essere la più attendibile. La mia personale simpatia va alla terza ipotesi per un semplice ragionamento alla Murphy. Visto che le cose tendono sempre a complicarsi e mai semplificarsi e considerato che la terza è la più difficile da appurare e anche la più confusa, sarà sicuramente la più probabile. Naturalmente, prendete quest’idea per quella che è, un semplice escamotage per chiudere l’articolo con un guizzo di ironia, perché sinceramente non so dirvi quale delle tre ipotesi possa essere la più realistica.
 

Note:
1) Impronte degli dei pag. 247.
2) La massa dei ghiacci, col suo peso ha impedito in alcuni casi lo scorrimento delle varie placche. L’energia si è andata accumulando nei millenni. Lo scioglimento repentino dei ghiacci, oltre a provocare inondazione, ha liberato queste immense energie provocando terremoti e maremoti che si possono definire, senza esagerazioni, di proporzioni bibliche.
3) “Una scienza a prova di cultura” articolo di Sylvie Coyuaud, tratto da “Il Sole24ore” del 7/2/1999.
4) “Innovazione in Italia? Si provveda di ufficio” articolo di Giorgio Nebbia tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 12/3/2000.
 

Bibliografia:
Impronte degli dei di Graham Hancock
Il Giornale dei Misteri del dicembre 1999
 

Ringrazio Vito Foschi per avermi concesso la pubblicazione di questo suo interessante articolo