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Antichissime metropoli trovate in Sudafrica (4), la datazione

Come la posizione delle pietre di un remotissimo calendario di pietra ha aiutato a calcolare l'età dei resti delle metropoli preistoriche in Sudafrica.

calendario_di_adamo Trovare i resti eccezionalmente antichi di una grande comunità sugli altopiani dell’Africa del sud, abitata da migliaia di persone che vivevano e lavoravano, era una grande scoperta, ma la datazione del sito è stata un problema. La patina pesante sulle pareti rocciose suggeriva che le strutture erano molto vecchie, ma la scienza della datazione attraverso un certo studio chimico delle ossidazioni e placcature dovute al clima, è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione al carbonio-14 di elementi presso i ruderi, come il legno bruciato introduce la possibilità che gli esemplari potrebbero provenire dai recenti incendi che sono comuni nella zona, e quindi anche questa prova non è affidabile.

La svolta in questo tipo di indagine archeologica è arrivata quando meno si ce la aspettava.

Micheal Tellingen spiega come Johan Heine abbia scoperto il cosiddetto Adam’s calendar nel 2003, quasi per caso. Era in strada per trovare uno dei suoi piloti che si era schiantato col suo aereo sul bordo della scogliera, fortunatamente senza ferirsi in modo grave. Vicino al luogo dell’incidente, Johan notò un gruppo, molto strano, di grosse pietre sporgenti del terreno. Durante il salvataggio del pilota, a circa 20 metri lungo la parete della rupe, Heine si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra - nord, sud, est e ovest. Vi erano almeno 3 monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest di quelli allineati c’era un buco misterioso nel terreno, era come se mancasse qualcosa.

Dopo settimane e mesi di osservazioni e misure assieme a Tellinger, Johan concluse che il gruppo di pietre era perfettamente in linea con il sorgere e il tramontare del sole, facendo in modo di stabilire i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno rimaneva un grande punto interrogativo, fino a che lo stesso Heine non è venuto a conoscenza da un custode di cavalli della riserva naturale confinante con la zona delle pietre, che una di esse era stata spostata tempo prima. E, a quanto pare, ora stava da qualche parte vicino all’ingresso della riserva naturale.

Dopo una lunga ricerca, Tellinger ed Heine trovarono il monolite, scoprendo con sorpresa che aveva una forma antropomorfa, era intatto e con una lapide posta accanto ad esso. Era stato adoperato dalla fondazione Blue Swallow per commemorare l’apertura della riserva - avente lo stesso nome - nel 1994. Quella figura di pietra, vecchia di millenni, fu rimossa dal sito africano più antico trovato finora per essere utilizzata dal personale della riserva come se fosse stato un oggetto qualsiasi!

I primi calcoli dell’età del calendario di pietra furono effettuati sulla base del sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la “cintura” del mitico cacciatore. La Terra oscilla sul proprio asse, e quindi le stelle e le costellazioni cambiano ciclicamente il loro angolo con cui si mostrano nel cielo notturno. Questa rotazione, chiamata precessione completa degli equinozi compie un ciclo in circa ogni 26.000 anni. Stabilendo quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionate sulla piana rispetto all’orizzonte, possiamo stimare il tempo in cui le tre pietre del calendario sono state allineate in quel modo alla costellazione.

Il primo calcolo approssimativo è di almeno 25.000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendono ad aumentare il lasso di tempo. Il calcolo successivo è stato presentato da un archeoastronomo che vuole rimanere anonimo per paura del ridicolo da parte della comunità accademica. Il suo calcolo è basato anche sul sorgere di Orione e suggerisce un’ età di almeno 75.000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, concluso nel giugno 2009, suggerisce un’ età di almeno 160 mila anni, sulla base del sorgere di Orione all’orizzonte com’era a quel tempo rapportato alla posizione delle pietre.