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I tubi alieni di Baigong

All'interno di certe caverne nella provincia cinese di Qinghai, alle pendici dei Monte Baigong, sono state trovate numerose tracce di tubature metalliche: fenomeno naturale o...qualcos'altro?

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Abbiamo tutti, più o meno, una certa familiarità con l’approccio di tipo moderno, che gli antichi cinesi avevano verso la tecnologia (pensiamo, per esempio, all’utilizzo da parte loro della polvere da sparo e dei razzi durante l’alto medioevo). Ma una scoperta risalente al 2002 nella provincia di Qinghai è anacronistica, abbastanza da costituire un possibile Oopart, Out of place artifact “artefatto fuori posto”, ovvero oggetti che non dovrebbero risalire al tempo in cui sono stati ritrovati, oppure trovati in un tale improbabile contesto da far sì che la scienza ufficiale non abbia delle spiegazioni plausibili al riguardo.

Il teschio di cristallo trovato in Messico viene citato nell’ultimo film di Indiana Jones, la colonna di metallo inossidabile a Delhi (di cui ne abbiamo già parlato), e l’antico meccanismo di Antikythera reperito sotto le acque della Grecia, sono esempi di Oopart i quali devono essere ancora spiegati esaurientemente dall’archeologia accademica. Come questi, i tubi dei Monti Baigong nella provincia di Qinghai suggeriscono un livello di tecnologia semplicemente inconcepibile per la loro età apparente. Vi sono quelli abbastanza aperti di mente da pensare alla cosiddetta “ipotesi extraterrestre” quando sono alla ricerca di una teoria a questo proposito, mentre capita che alcuni degli scienziati cinesi i quali hanno indagato sulla questione. siano stati dimessi o non siano avvicinabili.

La popolazione locale, residente quaranta chilometri a sud-est della citta di Delingha, conosce da secoli la presenza di “quei tubi strani dentro delle grotte”. Alcuni di loro pensano alla partecipazione di “esseri di fuori” nella costruzione dei tubi, e possiedono anche un discreto numero di leggende sui Monti Baigong. Sebbene le storie siano accolte con un prevedibile scetticismo, diventa più difficile riderci sopra quando si prende in considerazione una certa piramide alta sessanta metri vicino alla sommità del monte. Superficialmente, la presenza di quella piramide potrebbe essere minimizzata pensando possa trattarsi di una specie di scherzo della natura dovuto all’erosione da parte delle forze climatiche. Per qualche ragione, tuttavia, quella struttura non è stata studiata a fondo.

Vicino alle pendici del Monte Baigong si trovano tre grotte, la più grande e la più accessibile (altre sono del tutto crollate) risulta essere circa otto metri d’altezza e sei metri di profondità. Al suo interno, estendendosi dal tetto alla parte posteriore della grotta, corre un tubo di quaranta centimetri di diametro. Un altro, all’incirca delle stesse dimensioni, si sviluppa nel terreno sotto il pavimento, sporgendo nella sua parte superiore.

I tubi, secondo i test effettuati da una fonderia locale, sono fatti principalmente di ferro, ma con un inusuale 30% di diossido di silicio nella loro composizione, assieme a un 8 % di una lega non riconosciuta. Inoltre, essi sono vecchi di secoli, se si crede a Liu Shaolin, l’ingegnere che ha effettuato i test preliminari. Ufficialmente, questi tubi possono essere con facilità liquidati come una bizzarra operazione metallurgica compiuta da qualche nomade con molto tempo a disposizione per dedicarsi a questo tipo di attività, dando per buona l’origine geologica della piramide dall’aspetto stranamente simmetrico.

Tuttavia, decine di aperture di tubi metallici sono state scoperte nelle montagne molto al di sopra delle grotte, perciò l’accreditare questi lavori ai nomadi dovrebbe far pensare che questi avessero inventato qualche dimenticato sistema di perforazione alquanto avveniristico (vista l’altitudine a cui operavano!), e non potrebbro essere stati, dunque, che questi fantomatici “nomadi” i quali avrebbero soggiornato nei secoli scorsi presso le montagne, visto che nella zona non ci sono industrie metallurgiche moderne, nè alcuna loro presenza in passato. Non distante dalle pendici del Monte Baigong, è situato il lago Toson, nella cui spiaggia sono presenti tubi di metallo dalle forme improbabili e con una grande varietà di diametri, i più sottili quello di uno stuzzicadenti. Altri tubi sono nel lago: alcuni di questi sono protesi oltre il pelo dell’acqua, altri sono sepolti sotto il letto roccioso.

Sebbene nove scienziati cinesi, come fu riferito, andarono a compiere analisi dettagliate dei tubi nel corso del 2002, non ci sono state poi ulteriori informazioni. Questo non ha impedito al governo locale di promuovere il sito come attrazione turistica. Un’equipe della televisione cinese CCTV si recò al Monte Baigong poco dopo, accompagnata da ricercatori provenienti da Pechino per conto di un’associazione di ricerche UFO, ma nessuna documentazione o filmato sono giunti alla nostra attenzione. Se ciò è avvenuto perchè tale documentazione sarebbe ampiamente non presa sul serio, a farne le spese sarebbe poi stato Yang Ji, un ricercatore appartenente all’accademia cinese delle scienze sociali, il quale disse come la teoria “extraterrestre” fosse “comprensibile e meritevole di essere esaminata”.

Ancora una volta, la vecchia cara scienza ufficiale ha molti misteri che attendono di essere spiegati in qualche maniera. Tubi simili come struttura sono stati trovati nelle spiagge di arenaria del Giurassico nel sud ovest degli USA, nonche in formazioni di arenaria vicino a Citronelle in Louisiana. Nessuna piramide è stata trovata nei pressi di queste altre strutture, e i ricercatori hanno concluso che si sono formate attraverso processi naturali. Ma simili conclusioni devono ancora essere annunciate dagli scienziati che studiano i tubi di Baigong, otto anni dopo la loro scoperta.