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I solchi di Atlantide su Google Earth

Secondo un ingegnere areonautico britannico, una certa zona visibile tramite Google Earth mostrerebbe nientemeno che le tracce di linee artificiali, a 5400 di profondità, proprio nella zona in cui Platone identificherebbe la civiltà scomparsa di Atlantide. Ma...

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Google Earth, come chiunque in possesso di questo programma può constatare, mostra da qualche parte al largo delle Isole Canarie, una strana formazione di linee perpendicolari. La sua posizione geografica corrisponde sorprendentemente a quella di Atlantide, così com’è descritta da Platone nei suoi dialoghi Timeo e Crizia.

Se si possiede l’applicazione Google Earth nel suo ultimo aggiornamento (che dispone della funzione OCEAN, la quale visualizza il fondale oceanico), cliccando sul form dell’area di testo che serve a indicare il luogo da raggiungere sulla mappa, e digitando (o facendo copia-incolla) : 31 15′15.53N 24 15′30.53W. si può vedere sulla crosta terrestre sotto l’oceano qualcosa che lascia stupiti, proprio dove secondo Platone si sarebbe trovato, in tempi antidiluviani, il territorio della civiltà perduta, “al di là delle colonne d’Ercole, cioè “al di là dello stretto di Gibilterra.”

Incontestabilmente, questo ricamo di solchi longitudinali evoca qualcosa di costruito da mani intelligenti, come le vie di una città o le fondamenta di antichissime costruzioni. L’autore di questa scoperta particolare, compiuta agli inizi del 2009, è l’ingegnere aeronautico Bernie Bamford, ed essa è stata anche diffusa da un certo numero di giornali britannici. E’ stato facile per alcuni ammettere che si tratta proprio delle tracce di una città senza memoria, inghiottita nelle acque atlantiche da un cataclisma 9000 anni prima dell’epoca in cui viveva Platone (IV secolo a.C.)

Il luogo si trova a circa 700 chilometri dalle isole Canarie, molto poco distante dalla latitudine di Agadir, nel Marocco. Se si ci dirige verso ovest partendo da Gibilterra, le prime isole a cui ci si avvicina sono quelle dell’arcipelago delle Azzorre. Per arrivare al sito misterioso, ci dovrebbe essere Madera in direzione sud-ovest, raggiungendola - dopo l’arcipelago portoghese - su quell’immaginaria strada. Attraverso le profondità oceaniche, si mostra dunque - dall’immagine satellitare - una struttura immensa, mimetizzata a cinque chilometri sotto la superficie dell’Atlantico, con nessun fenomeno naturale, geologico, che la possa spiegare.

Per visitare queste possibili tracce di Atlantide bisognerebbe utilizzare un batiscafo, il quale si avvicinerebbe presso quei solchi a 5.400 metri di profondità. Il luogo è situato in una zona alquanto profonda, ai piedi dell’immensa dorsale medio-atlantica, una formazione montuosa che, dal centro dell’Atlantico corre fino all’Islanda dove sale oltre il livello delle acque. Certo, la misura di questi canali richiederebbe un batiscafo veloce e dotato di grande autonomia. In effetti, le tracce sono diffuse su un rettangolo di, all’incirca, 170 x 130 km. Grande quanto metà Pianura Padana.

Gli oceanografi, citati sul blog ufficiale di Google, dicono che quei solchi nella realtà non esisterebbero, corrispondendo ai percorsi delle navi le quali compiono misure batimetriche in quel settore, con l’aiuto di sonar installati a bordo o rimorchiati in profondità. I dati così raccolti sono poi messi in comune alle osservazioni di certi satelliti (ERS-2, Envisat, Jason 1 e 2, o Topex-Poseidon) e queste cartografie altimetriche, corrispondenti a misure diverse, appaiono quindi mescolate come un patchwork di diversi rettangoli a causa delle deboli variazioni di gravità e anche di risoluzione.

Commenti dei lettori

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  • otto82

    21 Jul 2010 - 15:00 - #1
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    potrebbe anche essere un errore…..resta il fatto reale che sul fondo dell atlantico ci sono veramente resti di muraglie ciclopiche….