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I misteri fantarcheologici di Marte - 1) Inca City

Evidenze fotografiche mostrano come la cosiddetta "Inca City" si inserisca in un grande complesso di strutture anomale che formano un cerchio perfetto sulla superficie del pianeta rosso!

Per la sua stupefacente somiglianza con le antiche rovine dell’America precolombiana, “Inca City” è il nome non ufficiale dato nel 1972 dagli scienziati della missione Mariner 9 a una serie di intersezioni e creste rettilineee situate tra i materiali a strati di una regione di Marte al polo sud del pianeta. La loro origine non è mai stata compresa; la maggior parte dei ricercatori pensa possa trattarsi di dune sabbiose, anche di recente formazione o, più probabilmente, dune che erano sepolte, poi indurite e quindi riportate in superficie. Altri li considerano fossati formati da iniezioni di roccia fusa (magma) o sedimenti morbidi su crepe del sottosuolo, i quali si sono successivamente induriti, e quindi esposti in superficie all’erosione del vento.


La missione Mars Global Surveyor (MGS) - iniziata l’11/07/1996 - fornì nuove informazioni grazie alla Mars Orbiter Camera (MOC) sulle creste della “Inca City”, anche se, tuttora, le immagini della fotocamera speciale continuano a mantenere intatto il mistero. Le nuove informazioni giungono nella forma di immagini digitali contestuali della fotocamera MOC ad ampio angolo, virate in rosso, catturate da questa apparecchiatura durante il periodo della primavera australe. Le immagini originali della missione Mariner 9 di quasi venticinque anni prima, mostrano le creste nella loro parte centrale. Quelle prese dalla MOC fanno vedere che le creste dell’ “Inca City”, situate alle coordinate 82°S, 67°W, fanno parte di una struttura circolare più larga che è circa 86 chilometri e ci passa attraverso. E’ possibile che questo modello rifletta un origine relativa a un antico ed eroso cratere da impatto meteorico che si riempì, venne sepolto, e quindi parzialmente riesumato. In questo caso, o le creste potrebbero essere i resti di fratture nella roccia riempite proprio nel punto in cui il cratere si formò, oppure crepe e fessure riempite con lo stesso materiale che ha generato il cratere, oppure ancora entrambe le spiegazioni potrebbero essere sbagliate.

Mentre queste nuove immagini che ci fornisce la fotocamera astronautica MOC mostrano che “Inca City” si trova inserita in un contesto più ampio come parte di una perfetta e circolare collezione di strutture, e continuano a non rivelare l’esatta origine di queste inusuali e sorprendenti forme della geografia di Marte, le quali potrebbero dimostrare una prova elegante di costruzioni intelligenti su grande scala.

Queste strutture imponenti furono identificate come potenziali rovine di città dal dr. Dan Burisch alla fine del 1990. Un’intensa attività di ricerca isolò ancora più tracce di possibili manufatti nella regione, e aprì la strada alla pubblicazione dei suoi risultati in un volume dedicato al caso di “Inca City” scritto dallo stesso Burisch, volume che gli ha fatto perdere ogni credenziale accademica, dal momento che gli altri scienziati non se la sentivano più di continuare a essere colleghi di uno studioso che azzardava la presenza di rovine extraterrestri sul pianeta rosso.


Le strutture simili a fondamenta, viste nelle immagini che il Dr. Burisch utilizzò per le sue ricerche iniziali, non erano elementi sufficientemente ampi per dimostrare tutta la vastità e la portata del ritrovamento. Infatti, quando un membro del gruppo di ricerca mandò una richiesta alla NASA per vedere le immagini del territorio adiacente, la NASA rispose dicendo che quei fotogrammi erano privati, e non disponibili per il pubblico. Ma adesso le cose sono cambiate, grazie ai sorprendenti miglioramenti tecnologici e grazie a un apparente cambio di mentalità riguardante il rilascio delle immagini nascoste che si trovano nelle vicinanze della zona polare meridionale di Marte, i cui particolari furono già esposti all’opinione pubblica. La speciale fotocamera MOC ci permette di vedere l’intera area circostante “Inca City” e, come risultato, ora sappiamo che “Inca City è solo una piccola parte parte di un imponente, perfettamente circolare collezione di anomalie!