Divinità greche

Gli dei venerati dai Greci furono in tutto simili agli uomini, eccezion fatta per la loro sovrannaturale potenza ed immortale bellezza.

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Ogni cosa dell’universo era posta sotto la protezione di una divinità, ogni pensiero o azione degli uomini era ispirato da un dio, generalmente buono e generoso, ma anche vendicativo e pronto a punire severamente i trasgressori delle leggi umane e divine. Zeus regnava sul mondo assistito da una numerosa schiera di divinità, che a lui dovevano incondizionata obbedienza. Dagli dei più importanti dipendevano divinità minori, che occupavano le regioni del cielo, i boschi, i monti, le valli e le sorgenti della terra, gli abissi del mare e gli scuri meandri sotterranei. I Greci immaginarono le splendide e sontuose dimore degli dei poste sulla sommità dell’Olimpo, un monte nel nord della Grecia.

Dei greci e romani

Zeus, Giove, re degli dei e potentissimo Signore dell’Universo, dio del cielo, del tuono e del fulmine. Aveva abbattuto l’antica stirpe divina dei Titani e da lui erano nati quasi tutti gli dei dell’Olimpo. Solitamente lo troviamo raffigurato con una folta chioma e la barba. I suoi attributi erano l’aquila, lo scettro e la folgore. Ogni 4 anni si celebravano in Grecia i giochi olimpici in suo onore. A Roma formava con Giunone e Minerva la “triade capitolina”.

Era, Giunone, sorella e moglie di Zeus, era venerata come la regina degli dei. Dea delle nozze, delle nascite e della fecondità, era adorata soprattutto ad Argo e a Samo. Le era sacro il pavone. La troviamo generalmente rappresentata in trono, con lunghi capelli, lo scettro e la melagrana, simbolo del matrimonio e della fecondità.

Pallade Atena, Minerva, dea della guerra, della sapienza e delle arti femminili, nacque dalla testa di Zeus, già adulta ed armata. Protettrice dei Greci e soprattutto della città di Atene, ai cui abitanti donò l’ulivo, le fu sacra la civetta, simbolo della sapienza. I suoi attributi furono l’elmo e lo scudo.

Apollo o Febo, dio della luce, della divinazione, della poesia, della musica e della medicina, fu padre di Esculapio, il più celebre medico dell’antichità. Venerato soprattutto a Delo, sua isola natale, ebbe a Delfi l’oracolo più famoso del mondo antico. Variamente rappresentato, ebbe diversi attributi: l’arco e le saette, simbolo del dio solare o la cetra e la corona di alloro, simbolo delle arti.

Artemide, Diana, sorella gemella di Apollo, fu dea della luna, della caccia e della castità. Fu in origine anche dea della morte e delle nascite. Invocata con il nome di Ecate, fu signora della notte, protettrice e guida dei viandanti. Le fu sacra la cerva e fu generalmente rappresentata con l’arco e la faretra.

Ermete, Mercurio, messaggero degli dei, fu protettore dei commercianti, dei ladri, dei viaggiatori e guida delle anime nell’Ade. Veniva solitamente rappresentato con i calzari alati, il pètaso, berretto da viaggio con o senza ali, e il caducèo, una verga con due serpi attorcigliate, simbolo di pace.

Àres, Marte, tumultuoso dio della guerra, figlio di Zeus e di Era, il suo culto ebbe probabilmente origine in Tracia. Venerato soprattutto dai Romani, formava con Giove e Quirino la triade degli dei difensori di Roma. Era solitamente rappresentato armato.

Efesto, Vulcano, dio del fuoco e fabbro degli dei, fu per tale motivo ritenuto protettore dell’industria e soprattutto di coloro che lavoravano i metalli. Nella sua fucina, con l’aiuto dei Ciclopi, fabbricava i fulmini di Zeus. Fu lui l’artefice delle famose armi di Achille e di Enea. Veniva rappresentato zoppo e deforme, con la barba e talvolta con i tipici arnesi dei fabbri: le tenaglie ed il martello. Era il marito di Venere.

Afrodite, Venere, dea dell’amore e della bellezza, nata secondo una leggenda dalla spuma del mare, il suo culto ebbe origine orientale. I Fenici la veneravano con il nome di Astarte. In quanto madre di Enea, fu la progenitrice del popolo romano e in particolar modo della gens Julia. A Roma le furono pertanto eretti numerosi templi e le fu consacrato il mese di aprile, nel quale ha inizio la primavera.

Demetra, Cerere, dea della terra, dell’agricoltura, della fertilità dei campi e dei raccolti, il suo culto fu molto diffuso tra i Greci, i popoli dell’Italia antica e i Romani. Ad Eleusi nell’Attica si celebrarono in suo onore i famosi misteri eleusini ai quali potevano partecipare soltanto gli iniziati. La dea, che aveva donato agli uomini l’aratro, veniva solitamente rappresentata con una corona di spighe sul capo, la fiaccola ed un canestro colmo di frutti.

Ades, Plutone, fratello di Zeus, fu signore del regno dei morti e dispensatore di tutti i beni provenienti dalle viscere della terra. Da lui dipendevano anche i mostri e le divinità minori dell’oltretomba. Solitamente rappresentato seduto su di un trono, con la barba e lo scettro, talvolta in compagnia della moglie Persefone (Proserpina) e di Cerbero, il cane a tre teste custode del mondo sotterraneo.

Positone, Nettuno, fratello di Zeus, era il dio del mare e delle terre da esso lambite e signore dei terremoti. Viveva con la bella moglie Anfitrite nel fondo del mare, in un meraviglioso palazzo con i muri incrostati di madreperla, gemme e coralli. Da lui dipendevano le divinità marine minori: le Nereidi, i Tritoni e le Sirene. Gli erano sacri il cavallo ed il delfino ed il tridente era il suo principale attributo.

Dioniso, Bacco o Libero, dio del vino ed in generale di tutta la vegetazione terrestre, il suo culto era straordinariamente diffuso in tutte le regioni della Grecia e dell’Asia Minore, dove si celebrarono numerose feste con danze e chiassose processioni. Fu variamente rappresentato: talvolta maestoso e con una lunga barba, altre volte imberbe e con aspetto femmineo. Lo troviamo spesso raffigurato insieme a Menadi e Satiri danzanti.

Hestia, Vesta, dea del focolare domestico, casta divinità protettrice della famiglia e dello Stato. Il suo culto fu molto diffuso in Grecia e nelle colonie. A Roma le fu dedicato, sin da epoca antichissima, un tempio ove ardeva il fuoco, simbolo della vita dello Stato. Le Vergini Vestali erano le sacerdotesse incaricate di mantenere sempre accesa la sua sacra fiamma.

Asclepio, Esculapio, dio della medicina, figlio di Apollo e Coronide. Fu fulminato da Zeus per aver guarito gli uomini e per averne resuscitati alcuni, minacciando così l’ordine della natura e la superiorità degli dei. Suo simbolo era la verga col serpente attorcigliato.

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