Sono Andrea Costello di Paperopoli. Parlo a nome di tutta la squadra
paperopolese che ho avuto l’onore di selezionare, e che è fiera di questi
grandi successi olimpici, anche se avrebbe evitato volentieri il brivido del
sorpasso finale.
Queste Olimpiadi sono troppo lunghe: dopo una decina di
giorni, bisognava interrompere tutto; d’altra parte anche voi italiani
siete andati fortissimo soprattutto nella prima settimana, scoprendovi
nuotatori, schermidori e judoka (si dice così?); noi paperopolesi ci siamo
trovati ad avere anche 5 ori di vantaggio, poi il rilassamento finale ci è
costato caro. All’ultima giornata dovevamo sperare in un oro ucraino nella
ginnastica ritmica e in filotto di sconfitte russe in tutti gli sport di
squadra; con la Russia che impazzava da qualche giorno (con qualche
categoria in più di lotta greco-romana o pugilato o taek-won-do avrebbe
superato pure gli Stati Uniti nel medagliere), una simile combinazione
poteva verificarsi più o meno con le stesse probabilità che gli esperti di
calcio attribuiscono a Moratti di azzeccare una campagna acquisti:
praticamente nulle.
Io personalmente non sono nuovo a questi secondi posti sul filo di lana,
visto che analoga sorte ho avuto in ambito fantaciclistico sia al Tour de
France che alla Vuelta di Spagna, dove sono partito sempre a razzo ma non ho
retto fino in fondo. Insomma, ci ho fatto l’abitudine, ma mi dispiace per i
miei atleti che ci contavano molto.
Pazienza, ho cercato di tranquillizzarli
invocando il solito spirito decoubertiniano. Non posso nominarli tutti per
ragioni di spazio, ma voglio ricordare che avevano scelto Paperopoli e la
sua tranquillità per preparare al meglio i Giochi grandi campioni del
calibro di Haile Gebrselassie, Marion Jones, Maurice Greene, Michael Johnson
(non a caso detto a suo tempo “il papero d’oro”), Gary Hall jr (”Bugs
Bunny”), Ian Thorpe, Valentina Vezzali e persino Tian Liang (come non sapete
chi è? Ma il famoso tuffatore cinese!).

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