In un’intervista il giovane Antoine Arnault, secondogenito rampollo del presidente Bernard Arnault capo dello storico marchio francese e responsabile della comunicazione, parla della nuova campagna autunno-inverno 2007 e della nuova strategia comunicativa per rilanciare il settore prestigioso della valigeria. “Abbiamo scelto donne e uomini dalla vita intensa, persone non superficiali. Tanto per capirci, Paris Hilton non avrebbe potuto far parte della squadra”dice Antoine Arnault che per il suo “debutto” ha scelto una campagna pubblicitaria che porta la firma magistrale della ritrattista Annie Leibovitz, leggenda vivente della fotografia, ma che punta maggiormente sullo spessore dei suoi testimonial, tra cui il carismatico Michail Gorbaciov, la forza della coppia Graf- Agassi e lo charme senza tempo di Catherine Deneuve.
Arnault ha proprio le idee chiare, quando spiega che l’idea di una campagna imperniata su figure e valori di questo tipo è scaturita dalla volontà di rendere omaggio ai clienti, che condividono quei valori. “Prenda Gorbaciov, fotografato in un’auto che avanza lungo la porzione del muro di Berlino lasciata in memoria di quel confine alla cui caduta proprio lui, da presidente, tanto ha contribuito: un’immagine come questa è l’emblema dello spessore e della qualità che vogliamo comunicare”.
Questa nuova campagna Vuitton è oltremodo impegnata, perché i testimonial devolveranno i loro compensi al Climate Project di Al Gore, che coinvolge individui e governi nella lotta contro il riscaldamento del Pianeta e alla Green Cross International, la Croce Verde Internazionale, voluto proprio nel 1992 dal Nobel per la pace Gorbaciov per rimediare ai danni causati dai disastri industriali e militari e promuovere una gestione responsabile delle risorse idriche ed energetiche della Terra.
Articolo inviato da Tiziana Capurso
fonte Vanity Fair, 23/08/2007

Ilaria Romano








