IL NUOVO SPOT DI DOVE

SPUNTO PER UNA RIFLESSIONE SULLO STEREOTIPO DELLA DONNA ULTRASOTTILE.

Da giovedì 11 ottobre, Unilever ha messo on line “Onslaught”, il seguito del noto viral video “Evolution”, quello – per intenderci – in cui una normale ragazza era sottoposta a trucco, fotografia e ritocco per finire su un manifesto della Dove, bellissima e inarrivabile. Lo spot, ancora con la firma creativa del gruppo WPP Ogilvy & Mather Worldwide di Toronto, è già diventato un fenomeno cliccatissimo su YouTube e un accanito argomento di discussione nella blogosfera.

Onslaught è la sintesi di un viaggio allucinante sopra la lirica musicale del gruppo inglese Simian Mobile Disco. Una raffica di flash attraverso moda, anoressia, bulimia, chirurgia plastica, ideali irraggiungibili e messaggi pubblicitari pervadenti urlati indiscriminatamente a tutti e che probabilmente raggiungeranno anche la ragazzina preadolescente dai capelli rossi protagonista del video. Alla Narciso, le immagini sprofondano clip dopo clip in questo habitat fluido e irreale. Il claim finale, come una secchiata d’acqua, è molto chiaro: “Parla a tua figlia prima che sia l’industria della moda a farlo.”

È in questo modo che Dove resta in linea con la mission del Dove Self-Esteem Fund, il progetto per insegnare a filtrare nel modo giusto i messaggi del fashion system. Un percorso tra i backstage delle sfilate, i camuffamenti dei truccatori e le incredibili piroette grafiche dei maghi del ritocco in postproduzione.

Se il concetto di infanzia era legato all’idea del fanciullo innocente e asessuato (i vecchi bambolotti né maschi né femmine, unica scelta disponibile fino a non troppi anni fa) oggi, e sempre più in futuro, ci si confronterà con una generazione di baby lolite e di mini bulli, che già a sei anni sono esperti brand surfer.

Per questo è nato un mercato dell’emulazione costituito da bambine che esigono per sé la possibilità concreta e immediata di cambiare la propria immagine. Bambine non più ingenue, ma precocemente sessualizzate, che si preparano a essere le divette del gruppo. Così molte scene pubblicitarie introducono la seduzione e l’atteggiamento hip come elemento cardine del loro appeal. Labbra enormi e lucide, occhi ammaliatori da cerbiatta dietro a occhialoni fumé, guardaroba provocante e microtelefonini…

In particolare, Dove si concentra da tempo sulla figura della donna e del suo corpo, così come lo vediamo in pubblicità; un corpo femminile che mira al raggiungimento di uno standard verosimile, ma effettivamente irraggiungibile: quello della donna ultra-sottile.

Frédéric Beigbeder (autore del best seller Lire 26.900) aveva descritto così il lavoro del pubblicitario che detta i paradigmi del Bello: “Io scritturo le modelle che vi faranno eccitare tra sei mesi. A forza di stamparle sui manifesti, voi le battezzerete top model; le mie ragazzine metteranno in crisi qualunque donna al di sopra dei 14 anni”.

Bisogna sempre ricordare che il primo obiettivo di moda, cosmesi, diete, fitness e chirurgia plastica è di fare soldi, non di renderti la persona migliore che potresti essere. Dove lo spiega molto bene e senza ipocrisie.

L’ideale della donna ultra-sottile lavora per le imprese. La domanda allora diventa questa: sta lavorando per le donne?

Articolo inviato da GABRIELE MOSCHIN

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