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ADAMO E' EVA

I ruoli si confondono, nella vita come nella moda.

La moda è arte. E come arte precorre i tempi, tratteggia le tendenze future, disegna oggi gli scenari di domani. E’ indubbio che leggendo tra le pieghe delle sue voluttuose creature, in un trinomio composto da abiti, modelle e stilisti, si possono scorgere i segni per interpretare e capire la società che verrà.
Detto questo, il passo che porta la moda a divenire satellite della sociologia è breve. Da tempo ormai sulle passerelle impera la confusione tra i sessi: bisex, metrosexual, donne androgine che assomigliano a uomini efebi e creazioni adatte a corpi ormai “svestiti” dalla loro sessualità preminente.
La scienza conferma questo trend divulgando le tesi del professor Umberto Veronesi che ipotizza un futuro biologicamente bisessuale per l’intera umanità.

Sulla passerella esistono da tempo precursori e sostenitori di questo estremo e affascinate percorso che porta direttamente alla scomparsa delle differenze genetiche. Hedi Slimane e Miuccia Prada appartengono a questa categoria.
Il primo, ex direttore creativo di Dior Homme, ha ricreato l’uniforme maschile da ufficio rendendola una sorta di armatura postmoderna, adatta a uomini e donne. La seconda ha gridato ai quattro venti di voler uscire dallo stereotipo di genere tra linea maschile e femminile e a riprova di ciò ha fatto sfilare insieme uomini e donne, per Miu Miu, in una grande ed unica cifra stilista che ha azzerato ogni riferimento alle differenze tra i sessi.

Questo di cui stiamo parlando è comunque un trend comune a tutto il settore: chiunque si avvicini ad una passerella di moda non può far a meno di notare le modelle arcigne e mascoline e i modelli effeminati e diafani.

La tendenza che sembra guidare gli stilisti è quella di creare abiti in grado di vestire l’individuo come tale senza lasciarsi influenzare dagli stereotipi che per anni, secoli hanno dettato le principali linee guida.
Come sempre la moda miscela e rielabora testi e contesti, cercando equilibri che altrove difficilmente si troverebbero.

Articolo inviato da Guido Petrangeli