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La" G " ronde e la Femme Gironde

La Primavera-Estate 2008 GIVENCHY.

In molti hanno commentato che poteva essere il racconto di una donna gladiatrice e gli “spartiates” ai piedi,con strisce che si arrampicano lungo le gambe e si annodano al ginocchio,sembrano dimostrare la validità di questi sussurri.

Io l’ho vista non più come la “G” carré,ma come una “G”-ronde,una donna Givenchy in un tripudio di pois che sorridono alla mitica O di Giotto, che fanno l’occhiolino ai più spericolati coriandoli rendendoli raffinati ed oversize,che si arrendono alla forma più calda che la geometria abbia sviluppato: il cerchio.

I cerchi come compiutezza e come morbidezza,come vigore di un abbraccio e racconto di una storia femminile in seno a questa storica Maison che non vive sugli allori del mito di Audrey Hepburn donna di rara allure ed eleganza,dentro e fuori dallo schermo gigante-ma la reinventa affidando,ancora una volta, il compasso a Riccardo Tisci.Ed ecco che questo parigino d’adozione prova a vestire la donna secondo nuovi parametri di singolarità femminile che nulla hanno in comune con le ninfe pigre ed indolenti di altre collezioni della settimana parigina.

La collezione Givenchy primavera-estate 2008 ci svela quanto questo direttore artistico che ha accanto a sè Monsieur Richard ed un amministratore italiano ami le donne .E come potrebbe essere il contrario?
Fratello di otto-sorelle-otto e amico fraterno della top Maria Carla Boscono.

I blazer svelati da pieghe asimmetriche che sembrano sostituire le frange delle cow-girls -un incontro tra mondo classico e mondo pioniere-abiti neri legati al collo disegnati da questo enfant gaté che si diverte a sovvertire le cromie e la legge delle simmetrie, che taglia gli orli e li arriccia,che gioca con le camicie trasparenti,che rivoluziona la linea dei pantaloni e li rende protagonisti di un trasformismo degno del miglior funambolo.

Tisci ci regala una donna impertinente,fedele al bianco ed al nero, che ama tenersi stretto l’effetto-sorpresa con capi in cuoio e pelle nera nei quali i cerchi si rincorrono con un effetto prorompente.Un effetto da Femme Gironde,appunto. Una femminilità che non si eclissa né si dissolve,ma passa per un’identità ridefinita quasi a voler riscattare i secoli di sottomissione e di angelo del focolare senza scordare,appunto, la rondeur.Una Donna che trova il suo assetto anche nelle borse appoggiate lungo i fianchi come moderne faretre di una Dea che ha smesso le vesti divine per abbracciare il destino terreno e si concede il lusso di cinture dalle doppie tasche.

No, non credo affatto che sia una donna inespugnabile così come vorrebbe apparire.

Ange ou Demon?Angelo o Démone?Come il dualismo proposto dall’ultimo parfum della Maison di LVMH.

Una nuova guerra tra ali e forconi?Forse.Con beneficio d’inventario.

Articolo inviato da Carmen Lia Leuzzi